Milano ha trovato e la scintilla che serviva  e forse ha scacciato qualche scoria mentale.
La vittoria dell’Olimpia è una bella metafora sportiva, la squadra più in difficoltà che vince su un campo difficile, casa di una delle compagini più in forma.
Ora la squadra di Messina è chiamata a una decisiva ” prova del 9″ a cominciare da oggi a Trento, per mantenersi in testa in coabitazione con la Virtus e regalarsi la possibilità di superarla, vincendo a Bologna, il prossimo 2 gennaio.
Infonderebbe ancor più fiducia un esito positivo con il Monaco, per sfatare il tabù Forum in Eurolega.

Nel loro impianto i meneghini hanno un parziale paradossale di 0-6.
Sul piano tecnico oggi, come mai era accaduto in questa stagione, si vede l’importanza di Billy Baron reduce da due partite importanti, Maccabi e Stella Rossa, entrambe chiuse con un ottimo bottino in termini di punti ( 18 con gli Israeliani e 19 giovedì) .
Eppure l’aspetto più rilevante nell’analisi della questione non risiede nei meri numeri, ma nella leadership promanata.
Il numero 12 delle “scarpette rosse” si è preso importanti responsabilità, mostrando la via ai compagni e questo, in un momento del genere conta più di tutto il resto.
Messina post Maccabi aveva evidenziato amnesie difensive, anche da questo punto di vista la squadra ha dato risposte incoraggianti.
Il problema palle perse è stato parzialmente risolto, il pareggio in questo frangente(11-11) con gli uomini di Ivanovic non le ha rese un fattore.
Importante il dato dei rimbalzi dopo la pesante sconfitta con il Maccabi anche da questo punto di vista, 38-25 per Lorenzo Brown e soci martedì sera.
A Belgrado la musica è cambiata con l’Olimpia che ha sopravanzato, seppur di poco, gli avversari.
35-33 il compito finale in questo frangente con un impatto tutt’altro che  indifferente della cooperativa Melli-Hines-Davies, che ha chiuso a 17.
I meneghini dunque iniziano da oggi per scoprire chi sono davvero, nell’attesa di tornare in campo a rotazioni complete.