La settimana che verrà ricordata per il gesto da uomo vero di Luca Banchi, le dimissioni senza appello, prendendosi tutte le responsabilità per un progetto in cui il tecnico toscano ha avuto ben poca voce in capitolo, portano le Vnere a concluderla in terra lombarda contro gli avversari di sempre in campo nazionale, l’Olimpia Milano.
Tornando a coach Luca Banchi, è doveroso scrivere che il comunicato della primavera scorsa di Segafredo, in cui avvertiva di non voler più versare alcunché alla Virtus, aveva provocato a suo tempo uno sconquasso disastroso sui programmi della società, bloccando di conseguenza tutte le trattative in corso per assemblare la nuova squadra.
La rincorsa a colmare quella voragine, ha richiesto tempo, costringendo chi avrebbe dovuto operare sul mercato a temporeggiare sulle scelte dei giocatori che il tecnico aveva richiesto e finendo per accontentarsi sulle seconde o terze scelte che comparivano nella lista, perché le prime si erano nel frattempo già accasate. Ritrovarsi un gruppo diverso da quello che ci si aspettava, con annessi un paio di giocatori di fatto indisponibili come Cacok e Grazulis, ha costretto il nativo di Marina di Grosseto a lavorare in grande emergenza sin da subito; si ricordano i tanti giocatori senza esperienza di alto livello europeo.
Banchi ha pagato per tutti, le sue dimissioni sono state l’ennesimo gesto di grande onestà intellettuale di un uomo che non si è mai nascosto dalle proprie responsabilità, che nel caso specifico è andato persino oltre, dando modo alla società, di tentare l’ultima carta disponibile per provare a risvegliare un gruppo ormai psicologicamente annichilito dalla troppo sconfitte patite in Eurolega.
Quella di stasera in casa dell’avversario con cui la Virtus ha giocato le ultime quattro finali scudetto, è la chiusura di una settimana di tribolazioni e lacrime che ha visto l’arrivo alla Porelli del nuovo tecnico Dusko Ivanovic, il sergente di ferro chiamato al capezzale di una Virtus ormai alle corde, sul ring continentale, ma ancora in corsa per gli obiettivi nazionali.
Non sarà in panchina nemmeno questa sera il tecnico montenegrino, le regole FIP gli impongono di acquisire prima il patentino di abilitazione, la solita e spesso inutile burocrazia italiana. Come venerdì, a dirigere le operazioni ci sarà il secondo, quel Nenad Jacovljevic che prima di arrivare in Virtus, era stato assistente proprio di Ivanovic alla Stella Rossa.
Dopo la sconfitta contro la Stella Rossa, arrivata nella stessa maniera delle altre in Eurolega, la Segafredo ha avuto modo di fare un altro paio di allenamenti col suo nuovo coach, per provare a ritrovare quella fiducia che sembra ormai aver smarrito in queste ultime uscite europee.
L’avversario di stasera non è certo di quelli più abbordabili, la squadra di Ettore Messina è esattamente agli antipodi rispetto alla Virtus, sta fornendo buone prestazioni ed è ai livelli massimi di fiducia. Affrontare Milano in questo periodo non è certamente il momento migliore, specie per una Segafredo in preda ai fantasmi degli ultimi minuti punto a punto.
Ivanovic non ha un compito semplice, specialmente nel dover ricostruire il morale del gruppo, ma soprattutto perché ci sono giocatori finiti ai margini di cui oggi ancora non si è del tutto capito quanto possano dare alla squadra, a prescindere dalla competizione. Dusko dovrà probabilmente rendersi conto se può recuperare questi ragazzi e metterli nelle condizioni di poter fornire un apporto valido, non riuscirci significherebbe certificare il totale fallimento della stagione a meno che dalla società qualcuno decida di aprire i cordoni della borsa ed ascoltare le eventuali richieste del nuovo tecnico per poter rimediare. E’ scontato che le eventuali misure, sarebbero esclusivamente pensate per potersi giocare i due trofei nazionali, la Coppa Italia ed il campionato, l’esperienza di quanto racconta la storia dell’Eurolega, indica che sperare di raggiungere i play in, sarebbe un vero e proprio miracolo.
Cosa ci si possa aspettare dalla Segafredo questa sera, lo si può intuire dal poco tempo avuto a disposizione da Ivanovic per capire il gruppo che ha ereditato. Non ci saranno al momento grandi rivoluzioni, l’unica variante potrebbe essere un diverso approccio difensivo, dovendo anche fare i conti con una forma fisica globale non certo al top. Cominciare a difendere duro sul perimetro, evitando di accettare continuamente i cambi e rischiando spesso di subire quei pick and roll che tanti danni hanno fatto al gruppo bianconero. Provare anche di evitare di far risucchiare fuori area un centro poco mobile come Ante Zizic, proteggendolo con maggiore attenzione e lasciandolo a protezione del pitturato dove la sua mole e la capacità di oscurare il canestro ad eventuali penetratori, aiuterebbe non poco il gruppo bianconero.
Per fare ciò, serve avere maggiore energia da tutti, impegno e concentrazione sul proprio uomo, evitando di farsi sfuggire sul primo passo l’avversario, trovando quindi una condizione fisica adeguata. Ringhiare in difesa per poi ripartire e fare male in attacco dove sino ad oggi, la palla si ferma troppo spesso in post basso e non gira velocemente per far lavorare le difese avversarie, con il risultato di doversi giocare spesso degli uno contro uno a difesa schierata, che non portano quasi mai tiri semplici. Migliorare le percentuali del tiro da oltre l’arco, sarebbe un altro punto su cui lavorare, ma se il pallone non viaggia veloce, non riesci a far muovere le difese, diventa complicato trovare un buon tiro anche da fuori, dove già la Virtus difetta per non avere grandi specialisti.
Tutto questo lavoro sarà a carico del nuovo coach, ma dovranno i ragazzi credere nel nuovo verbo, e trovare le giuste motivazioni per provare a dare tutto quello che hanno. Poi, valutato il reale potenziale di questo gruppo, si dovranno tirare le somme, e se davvero servirà qualcuno per raggiungere l’obiettivo, la palla tornerà in mano a chi gestisce il vil denaro, sperando si renda disponibile a fare un ulteriore sacrificio in nome di un progetto ambizioso ad oggi solo nelle parole.
Palla a due alle ore 18,15 agli ordini dei signori Attard, Sahin e Noce. Diretta televisiva su DAZN e DMAX, mentre la radiocronaca su Nettuno Bologna Uno, sarà come sempre affidata all’inconfondibile voce di Dario Ronzulli.
Alessandro Stagni
Nell’immagine Andrejs Grazulis (foto Ciamillo Castoria)