Gara dalle mille sfaccettature al PalaMangano: la Givova Scafati, abbandonate le residue speranze di qualificazione alle Final Eight, si arrende non senza lottare alla Carpegna Prosciutto Pesaro, complice anche l’assenza dell’ultimo secondo di David Logan, quando la distinta non può più essere modificata. Doron Lamb osserva da casa…

LA CRONACA

Nonostante l’assenza del proprio miglior giocatore, i gialloblu, con capitan Rossato in quintetto, partono con il piano partita classico: tiro pesante e difesa.

Proprio dal perimetro, Cheatam regala il vantaggio agli ospiti su assist di Gudmundsson; l’islandese si prende l’onere della realizzazione poco dopo ed è 5-9 in un inizio di gara in cui sono le difese a farsi preferire.

La replica della Givova arriva da Pinkins, mai panchinato da Caja, poi diventa parziale con i canestri pesanti di Stan Okoye e Matteo Imbrò, anche lui prima suggeritore, poi realizzatore.

Incassato il colpo, Repesa rivoluziona il quintetto dando minuti a Visconti e Toté. Le risposte arrivano: l’ex Brindisi coglie il bersaglio grosso, Cheatam segna dalla media in step back, poi Totè agguanta un rimbalzo sulla testa di Thompson e si prende il fallo di Okoye che vale due liberi. L’ex Napoli e Fortitudo fa 1/2 per il 13-15 con cui si va alla prima pausa.

Per trovare il primo canestro dal campo del secondo quarto servono oltre 2’ e, guarda caso, un tiro dall’arco, esegue Pinkins per il 18-15 Givova.

La replica della Vuelle è veemente: Totè si guadagna e capitalizza un gioco da 3 punti, poi Kravic segna 4 punti consecutivi che valgono il +4 (18-22) ed un 7-0 di parziale.

È solo il preludio della fuga: a Rossato replica ancora Kravic, poi Abdur-Rakhman trova i canestri pesanti del +7 e del +10 (20-30) con un nuovo break che obbliga Caja a richiamare in panchina i suoi per quattro chiacchiere tutt’altro che piacevoli.

Ma Pesaro non ci fa nemmeno caso: Charalampopoulos rimpingua ulteriormente il punteggio e tocca il +12 (20-32).

Scafati finalmente si sveglia e trova ancora una tripla di Pinkins; anche Cheatham ha la soluzione dalla distanza nelle corde e piazza il +11 due volte, l’ultima in replica a Mian (28-39).

All’intervallo lungo la banda di Repesa conduce 31-41.

La Givova è ancora viva e lo dimostra appena rientrata dagli spogliatoi: i gialloblù partono a spron battuto trovando il canestro pesante in due occasioni consecutive con Okoye ed Imbrò, replicano all’inchiodata di Charalampopoulos con l’arresto e tiro di Pinkins e non si abbattono nemmeno quando Tambone pesca il jolly dal perimetro per il 39-46.

In effetti, la segnatura del capitano – in assenza di Delfino – permette alla Vuelle qualche possesso di respiro, saldato con un sostanziale pareggio nei vari viaggi in lunetta delle due squadre e la tripla del 43-51 firmata da Moretti sembrerebbe ricacciare definitivamente gli avversari.

Pia illusione: Scafati ha ancora energie soprattutto in Okoye che corregge la tripla sbagliata da Rossato con la schiacciata, gesto tecnico replicato poco dopo da Thompson per il -1 (51-52) con tanto di fallo subito ad opera di Totè; il lungo gialloblu sbaglia il libero aggiuntivo ma si fa perdonare poco dopo prendendosi le alture del pitturato, è sorpasso.

All’ultima pausa si aggiungono i due liberi di Rossato per il 55-52 con cui le squadre tornano per l’ultima volta in panchina tra il frastuono di un PalaMangano rivitalizzato.

Sembrerebbe che l’inerzia sia tutta dalla parte dei padroni di casa, autori di un parziale di 12-1 nelle ultime battute del terzo quarto, invece è Pesaro ad uscire meglio dalla panchina: pronti via e tripla di Gudmundsson per il pari a quota 55, Visconti sale in cattedra procurandosi due viaggi in lunetta in cui fattura un 4/5 e, subito dopo, servendo su un piatto d’argento all’islandese la palla del 55-62. Ancora una tripla di Abdur-Rakhman porta il break a 13-0, Scafati si riscatta con Okoye, sempre da oltre i 6,75m, e chiude un’emorragia di quasi 3’ senza segnare.

Stavolta, però, il canestro non serve a risvegliare una Scafati che paga le rotazioni eccessivamente corte di Caja: l’ex Varese si ripete per il 61-67, ma la Vuelle non perde la calma e continua a macinare viaggi in lunetta e riprende la doppia cifra di vantaggio con l’inchiodata di Charalampopoulos (61-71). Il greco, però, vuole di più e trova il piazzato dal perimetro con tanto di fallo di Okoye: il libero aggiuntivo va a bersaglio ed è il nuovo massimo vantaggio per la formazione ospite, ritoccato ancora da Kravic e Tambone (61-80), altro 13-0 di parziale per Repesa.

La gara è decisa: c’è solo tempo per rientrare fino al -12 per la Givova, la possibilità di tornare in singola cifra di svantaggio sfuma sul tiro di Stone.

Finisce 69-81.

 

QUI le statistiche del match

 

Nell’immagine Vasilis Charalmpopoulos, foto Ciamillo-Castoria

Elio De Falco