Trieste domina il primo tempo dello scontro salvezza e argina il rientro di Verona nella seconda frazione. All’Allianz Dome il punteggio finale recita 85-77 e condanna Verona alla retrocessione. Le due squadre arrivavano alla partita come fanalini di coda della classifica ed entrambe avevano sulle spalle il rischio di finire in A2.
I padroni di casa aggrediscono il match fin dalla palla a due, mentre gli ospiti prima subiscono passivamente gli avversari nei i primi 20 minuti per poi cambiare faccia nel secondo tempo. Trieste trova in Campogrande e Bossi due protagonisti fondamentali nei minuti finali. I due italiani sono preziosissimi e capaci di segnare canestri dal peso specifico importante.
Al termine della partita Verona paga caro un primo tempo di totale blackout, e non basta il notevole cambio di passo nel secondo. La Tezenis rientra dagli spogliatoi con un’energia diversa su entrambi i lati del campo, creando non poche difficoltà a Trieste nel terzo quarto e riuscendo a mettere anche la testa avanti. Il finale però premia comunque i padroni di casa.
LA CRONACA
La partita si apre con una penetrazione di Michele Ruzzier che sblocca il punteggio bucando la difesa veronese. Entrambe le squadre corrono e cercano di togliersi subito la pressione della partita di dosso. Gli ospiti però faticano a trovare tiri aperti, anche grazie ad una difesa tenace dei triestini. Gli uomini di coach Legovich invece, punto dopo punto riescono a rosicchiare subito un buon vantaggio. La fase offensiva dei padroni di casa trova diversi protagonisti nel primo quarto che si conclude 24 a 12.
Verona anche nel secondo quarto continua a pagare i diversi tiri forzati che non trovano il fondo della retina. In campo sembra esserci una sola squadra. Trieste mantiene alta la pressione sulla palla e con un attacco sontuoso raggiunge le 17 lunghezze di vantaggio. Per la Scaligera il momento negativo non sembra finire veramente mai, non trova soluzioni né in attacco né per arginare i biancorossi che si portano fino al +22.
All’intervallo lungo la partita sembra già essere ben indirizzata, dominio totale dei friulani, le percentuali al tiro lo testimoniano: 28% da 2 (7/25) e 22% da 3 (2/9) per Verona, Trieste invece chiude i primi 20 minuti con il 72% da 2 (13/18) e il 38% dalla lunga distanza (3/8).
All’inizio della seconda frazione la Tezenis dà dei segni di vita e, con un parziale di 13 a 5, accorcia le distanze fino al -9, la faccia dei gialloblù è evidentemente diversa. L’inerzia, contro ogni pronostico, si inverte e sono i padroni di casa adesso ad essere in difficoltà. Anche la difesa degli ospiti sale di colpi e costringe Ruzzier e compagni a forzare diversi tiri allo scadere. Devin Davis diventa il protagonista assoluto con 3 canestri da 3, che riaprono una partita che sembrava chiusa. Verona chiude il terzo quarto con soli 2 punti di svantaggio, 57-55.
Dopo l’1 su 2 in lunetta di Sanders, che apre l’ultimo quarto, Campogrande, con una tripla in transizione, regala un po’ di ossigeno ai suoi. Devin Davis però segna il suo 20esimo punto e sigla il primo equilibrio nella partita dopo lungo tempo, 60-60. Trieste torna a battere un colpo prima con un volo al ferro di Terry, che riporta nuovamente in vantaggio i padroni di casa, e poi con una tripla pesantissima di Campogrande, +5. Verona non si arrende, segna nel pitturato Johnson e firma poi il -2 in lunetta. Campogrande è in striscia e trova un’altra tripla, 68-63. Risponde immediatamente Casarin, poi botta e risposta poi di Bossi e Anderson da 3, 71-68. Segue un 2 su 2 di Bossi in lunetta. La Tezenis continua ad inseguire ma Bossi non si ferma, altra tripla e +6 per i friulani.
Confusione in campo e palla persa sanguinosa dei biancorossi che regala una tripla in transizione agli avversari. Bartley, autore dell’errore precedente, si fa subito perdonare e dall’arco sigla il 79-73. Nell’ultimo minuto continua la lotta all’ultimo sangue, ma Anderson sbaglia un tiro all’altezza della lunetta a 21 secondi dalla sirena e Bartley con un 2/2 ai liberi sigla l’83-77 mandando definitivamente i titoli di coda. Inutili i due tiri da 3 di Anderson e Davis che trovano soltanto il ferro.
QUI le statistiche
In foto Ruzzier (Ciamillo Castoria)
Alessandro di Bari