Atto finale della Supercoppa, che vede scendere in campo Virtus e Milano, che battendo Napoli e Venezia hanno rispettato il favore del pronostico. Coach Messina conferma Dimitrijevic in cabina di regia, accompagnato da Nebo, Ricci, Mirotic e Shileds. Coach Banchi invece rivoluziona il backcourt con Hackett e Belinelli, mentre il pacchetto lunghi viene riconfermato con Clyburn, Shengelia e Zizic.
Inizio di partita spigoloso, con la Virtus che cerca di attaccare il canestro mentre l’Olimpia affida il suo gioco a Dimitrijevic. Le due triple di Clyburn accendono la Virtus, con Milano che fatica a stabilire il suo pick’n’roll centrale. Shengelia in contropiede va a inchiodare il 15-7. Milano che riesce ad innescare finalmente Nebo e a rimanere a contatto, con entrambe le squadre che paiono decisamente in ritmo. Ottimo impatto di Morgan, che spinge la Virtus sul 17-26 alla fine del primo quarto.
Inizio di secondo quarto che conferma una Bologna ispirata, che ritocca a +15 il massimo vantaggio, bucando l’Olimpia con tre triple nel giro di pochi minuti. Milano che allora si affida alle scorribande di Shields per mantenersi a contatto, considerando che la percentuale da tre latita, 2/10. Virtus che cala fisiologicamente nel finale di quarto, con l’Olimpia che stringe le maglie in difesa ma che fatica ancora a trova guizzi in attacco. Il tabellone recita 36-47 alla fine di un bel primo tempo.
Secondo tempo che inizia con entrambe le squadre molto attente, non volendo concedere parziali. Olimpia che esce meglio dagli spogliatoi, trova una buona circolazione offensiva mentre la Virtus si accontenta di tanti palleggi prolungati, e allora coach Banchi è costretto a chiamare time-out sul 48-53. Bologna che si blocca completamente in attacco e Mirotic dalla lunetta impatta a quota 53. Partita che si sporca, con la conta dei falli che cresce e le percentuali dalla lunetta che assumono sempre più importanza. Virtus che sul finale di quarto ritrova energia con l’ingresso di Tucker che permette alle Vu Nere di mantenere il vantaggio 69-64 all’ultima pausa.
Quarto quarto che fatica a decollare, con un paio di instant replay necessari alla terna arbitrale che spezzano la partita. Olimpia che ne approfitta per piazzare un 5-0 che rimette la parità a 69. Un infortunio alla spalla toglie per qualche minuto Clyburn dal campo, mentre sul parquet e sugli spalti si alza il nervosismo, con gli arbitri che fischiano tecnico a Mirotic dopo un corpo a corpo con Polonara. Ultimi spezzoni di regolamentari di bagarre totale, Nebo fa la voce grossa a rimbalzo, Polonara serve Hackett e si entra negli utitmi 2′ di gioco 79 pari. Mirotic segna per il +3 dei suoi colori, la Virtus risponde con un 5-0, ma l’1/2 di Clyburn permette a Shields di impattare con 5 secondi rimasti 84 a 84. La tripla di Clyburn finisce corta, si apparecchia tutto per l’Overtime.
Extra time dove tutti segnano, Polonara infila due triple in fila, Nebo sale in cielo a schiacciare l’alley-oop di Dimitrijevic, Leday mette 5 punti in fila e l’unica regola rimane il punteggio in parità, ora a 93. La tripla di Bolmaro spariglia il punteggio, Clyburn perde il pallone in penetrazione e dall’altra parte ancora Bolmaro fa 2/2 ai liberi. La Virtus non si arrende, Clyburn segna da tre ma ora sì, non c’è più tempo. L’Olimpia Milano vince una bellissima partita e la Supercoppa 98-96 battendo una Virtus indomita.
QUI le statistiche
Foto Ciamillo-Castoria
Nell’immagine Nebo
Riccardo Pirrò