Finale come da copione, ma la seconda semifinale lascia emozioni insospettabili all’intervallo, quando la Virtus Bologna dominava agevolmente per 52-34.
E invece Napoli tira fuori un terzo quarto da 36 punti subiti e, trascinata dai 30 punti di Zach Copeland, trova addirittura il sorpasso.
Le energie spese per rimontare, però, presentano il conto nel periodo finale. Quelle ed un signore che risponde al nome di Tornik’e Shengelia, maestoso quando la palla scotta di più, imperiale nei movimenti, multitasking nel segnare ed ispirare.
Le Vu Nere portano in doppia cifra ben 6 uomini, con Belinelli (3/3 dall’arco) centellinato e fermo a quota 9.
Pesa il black out della prima metà del terzo quarto, domani con Milano servirà un’altra continuità.
LA CRONACA
La prima ufficiale dei vincitoori della Coppa Italia vede Kaspar Treier in quintetto con Williams nello spot di ala forte, Pangos e Copeland nel backcourt e Totè sotto le plance. Risponde Banchi con Morgan e Pajola a condividere la regia, accompagnati da Clyburn, Shengelia e Zizic.
I primi punti della gara sono dei partenopei, Treier è caparbio sul rimbalzo offensivo e beffa Shengelia costringendo al fallo il georgiano sul tentativo di tap in, dalla lunetta è bottino pieno.
L’ex Baskonia replica conquistandosi una gita dalla linea della carità ma la sfrutta solo per metà.
Napoli mette subito in mostra il pick ‘n roll Pangos-Totè, poi allunga con la tripla di Copeland (7-1).
L’attacco virtussino si sblocca con un canestro di pura stazza di Zizic, subito dopo Clyburn riceve sul mezzo angolo e piazza il canestro pesante, Virtus di nuovo a contatto.
È ancora Zizic a regalare il primo vantaggio ai bianconeri, anche se grande merito va al lavoro di Shengelia per liberarlo, Morgan segna subito dopo in transizione e allunga il parziale.
L’emorragia viene frenata dopo il 12-0 grazie alla tripla di Manning, appena entrato (10-13).
In casa Virtus tutto nasce da Shengelia che segna in tutti i modi possibili, Napoli resta in scia ancora con Manning.
Banchi ruota i suoi, dando parquet ai vari Hackett, Tucker e Diouf; gli azzurri replicano con Woldetensae, tripla per riportare Napoli a -4, Hall e Dreznjak.
La Virtus fa valere il suo fisico e la strategia dà frutti, Hackett vince il duello con Manning e sigla la tripla del +9, poi batte Copeland sul primo passo e si guadagna i liberi che valgono la doppia cifra di vantaggio (15-26).
Arriva anche il canestro pesante di Belinelli, in dubbio fino a poche ore dalla partita, al 10’ è 16-29.
Napoli prova a scuotersi con lo schiaccione di Williams in coast to coast, ma è un’illusione; Tucker e la tripla di Hackett portano a 16 le lunghezze di distacco (18-34).
Il canestro di Diouf, che vale il 39-21, obbliga Milicic al time out per riprendere le fila della sua squadra, totalmente superata dalla verve virtussina.
I bianconeri, dal loro canto, continuano a fatturare; Polonara fa centro dal perimetro, Zizic riceve e supera Treier (26-44).
Il secondo quarto scorre tra tanti errori e qualche guizzo, la notizia è il ventello di vantaggio (30-50), il tutto mentre Napoli sembra sempre più scollarsi dalla partita.
Nonostante tutto, da un challenge vinto sulla rimessa nasce un minibreak partenopeo firmato Copeland-Totè, al 20’ la Virtus conduce per 34-52.
La ripresa si apre con il 2/3 dalla lunetta di Dreznjak a cui segue il contropiede che Totè chiude con la schiacciata ad una mano, la replica virtussina porta la firma di Belinelli, 3/3 dall’arco fino al momento, Totè rintuzza da sotto.
L’intensità difensiva dei napoletani cresce e Copeland la traduce in canestro dopo aver borseggiato Pajola, -13 (42-55).
L’ex Pistoia è caldo, sull’extra pass di Williams si alza con spazio, canestro e -10.
Nonostante il time out di Banchi, la difesa allungata paga dividendi a Milicic; Pangos trasforma da sotto, Copeland si alza ancora dall’arco e, a sorpresa, è -5 (50-55).
È un’ondata azzurra, ora.
Dalla transizione arriva la terza schiacciata della serata di Williams che vale il -3, 18 punti segnati in 4 minuti.
Dopo 3’ a secco la Virtus ritrova il canestro con Zizic; dall’altra parte, però, c’è un Copeland “Pulleniano” per il 55-57.
È sempre il centro croato la boa di sicurezza di Banchi, non fosse per lui, il terzo bersaglio grosso di Copeland sarebbe valso il sorpasso.
Dai 6,75m arriva, però, il pari, lo firma un Pangos fino a quel momento incolore; l’ex Milano s’inventa anche il sorpasso buggerando Tucker con la finta, 63-61, una rimonta che solo qualche divinità del basket avrebbe immaginato all’intervallo.
Banchi, volendo evitare interventi da mitologia greca contro un’avversaria che, di greco, ha le origini della città, decide di fermare il cronometro e fare due chiacchiere con i suoi.
La soluzione per il coach grossetano arriva dalla panchina, Morgan sigla il pari dalla media ma non basta, Manning si alza e fa partire la parabola, tripla e +3 senza che la retina si muova (66-63).
Per restare in scia serve pazienza, la Virtus la dimostra trovando il canestrone del pari al filo dei 24”, Pangos riporta avanti Napoli in sottomano, lo fa due volte per il +4 (70-66).
Nella bolgia felsinea, all’improvviso, irrompe la gioia dei tifosi partenopei sui liberi sbagliati da Polonara, il tifo di casa reagisce dopo la zingarata di Morgan.
Nonostante le difficoltà, la Virtus trova il pari a quota 70 con i liberi di Clyburn, gentilmente offerti da un errore di Copeland, è così che si va all’ultima pausa.
I bianconeri ritrovano il vantaggio con la seconda tripla di serata di Polonara, lasciato colpevolmente libero dalla difesa in maglia celeste.
Napoli paga un po’ la fatica e arriva tardi il close out di Hall su Morgan, tripla e +6; l’ex Long Island Nets si riscatta subito dopo andando al ferro e concludendo in sottomano; dopo il canestro di Polonara, però, Milicic capisce che la squadra sta perdendo lucidità, il time out è logica conseguenza.
Dalla panchina esce ancora Zach Copeland, 5 punti consecutivi e -2 (77-79), l’ex Pistoia scrive quota 28.
La difesa partenopea alza l’intensità, la Virtus ha Clyburn che inventa la tripla con le mani in faccia a cui replica Manning, 80-82 e tante emozioni all’Unipol Arena.
Proprio l’ex Oldenburg si piazza sulle tracce di Clyburn e ne causa la palla persa, buon per la Virtus che Shengelia capisca il passaggio telefonato di Dreznjak e parta in contropiede per portarsi a casa ferro, tabellone e sostegno.
La Virtus ritrova i due possessi pieni di vantaggio con il taglio vincente di Polonara, Pangos accorcia ancora una volta in penetrazione ma Shengelia è incontenibile, 82-88 e time out per Milicic.
A lui si aggrappa l’attacco virtussino, la giocata su Williams è da manuale e vale il gioco da 3 punti del +9 a 2’23” dalla fine, quella del +12 dimostra che, ormai, è salito in cattedra e spiega pallacanestro.
Napoli prova a riconnettersi alla partita con il solito Copeland che tocca quota 30, avrebbe l’occasione di rimpinguare ulteriormente il proprio bottino ma la manona di Clyburn gli sbarra la strada.
L’ultimo lumicino di speranza l’accende Treier con la tripla, ci pensa Morgan a spegnerla eludendo il tentativo di fallo dell’estone sul possesso successivo e chiudendo in sottomano.
Finisce 87-96, Virtus in finale contro Milano per la quarta Supercoppa consecutiva.
In foto Morgan (Ciamillo Castoria)
Elio De Falco