Croazia, Bosnia Erzegovina e Polonia, paesi i cui campionati nazionali seguiamo con particolare puntualità su ‘Basket Magazine’, sono state protagoniste, con tinte differenti, della finestra di Novembre per squadre nazionali, caratterizzata da incontri validi per le qualificazioni ad Eurobasket 2025.

Se, da un lato, la Croazia è inaspettatamente uscita dall’evento in profonda crisi, mentre la Bosna Erzegovina, altrettanto sorprendentemente, ne è venuta fuori in piena estasi, la Polonia ha maturato un’esperienza agrodolce che lascia più punti interrogativi che certezze.

Eliminazione a un passo

Superata in classifica, sconfitta nella differenza punti, punita con la seconda peggiore disfatta di sempre (dopo quella, onorosa, col Dream Team nella finale olimpica del 1992) ed ora a rischio eliminazione da Eurobasket per la prima volta in assoluto, la Croazia si trova in una situazione fortemente compromessa.

Per passare il turno, infatti, la nazionale croata deve sperare in almeno una sconfitta da parte della Bosnia Erzegovina, oltre a vincere entrambe le ultime partite in programma nel girone E, contro Francia e Cipro.

L’effetto Dalmazia per aiutare la Croazia

Considerata la caratura di Cipro, decisiva sarà dunque la gara con la Francia, che la Croazia disputerà davanti al proprio pubblico. Una sorta di ‘ultima spiaggia’, che in molti tra analisti, giornalisti e tifosi stanno chiedendo che venga organizzata con un’ottica meno ‘zagabrio-centrica’.

La Dalmazia, segnatamente Zara, preferibilmente il palazzo dello sport di Jazine, il cui ambiente rumoroso ha di recente permesso allo Zadar di annullare la Cedevita Olimpija in Lega ABA, sono infatti indicati come luogo ideale per obbligare i vicecampioni olimpici ad affrontare una Croazia spinta da un pubblico che il basket lo vive in maniera molto emotiva, meno ‘borghese’ rispetto alla capitale.

Coach Sesar il maggiore imputato

Location della prossima partita casalinga a parte, i problemi in seno alla Croazia sono seri, soprattutto sul piano della preparazione tecnica e psicologica, della quale a rispondere è il selezionatore Josip Sesar. La nazionale croata, infatti, ha sperperato un vantaggio di tredici punti sui due incontri disputati con la Bosnia Erzegovina, è stata molle in difesa, ed è stata dominata sotto le plance.

A far discutere è stata anche la selezione dei giocatori convocati per i due incontri della finestra FIBA, con talenti lasciati fuori rosa del calibro di Miro Bilan ed Ante Žižić (per citarne due impegnati nella nostra Serie A), che avrebbero fatto molto comodo a Sesar per controbilanciare la Bosnia Erzegovina sotto le plance, oltre a Goran Filipović, Mario Nakić, e Michael Ružić tra gli esterni.

Gjergja e Jusup pronti a subentrare?

Nonostante coach Sesar abbia dichiarato di voler restare alla guida della rappresentativa, già si è attivato il totonomi in caso di cambio alla guida della squadra. Profilo maggiormente ‘caldo’, ma difficile da liberare in tempi brevi, è quello di Dario Gjergja, allenatore di Ostende e nazionale belga, già fortemente considerato durante il reclutamento dell’attuale selezionatore.

Tra le altre opzioni, naturale sarebbe la nomina a selezionatore di Danijel Jusup, capace, nelle ultime due stagioni, di portare lo Zadar a vincere due titoli nazionali ed una Coppa Krešimir Ćosić, oltre a centrare due qualificazioni ai playoff di Lega ABA, venendo giustamente nominato allenatore dell’anno del campionato ex jugoslavo nel 2024, e viceallenatore dell’anno, dietro a Željko Obradović, nel 2023.

Qualificazione ipotecata

La preoccupazione della Croazia è controbilanciata dall’euforia della Bosnia Erzegovina, capace di ipotecare una qualificazione ad Eurobasket che sembrava impossibile da raggiungere, in merito alla quale la compagine allenata da Adis Bećiragić è, ora, completamente padrona del proprio destino.

Con una vittoria su Cipro davanti al proprio pubblico nella prossima partita delle qualificazioni, la Bosnia Erzegovina si porterebbe ad un soffio dal traguardo, e potrebbe addirittura garantire la qualificazione aritmetica qualora la Croazia dovesse perdere con la Francia tra le mura amiche.

Un’impresa sportiva

Al netto dei calcoli, la Bosnia Erzegovina ha di che ben sperare se, nelle prossime partite, l’atteggiamento proposto sarà lo stesso messo in campo in occasione della seconda partita della finestra FIBA.

Sconfitta di tredici lunghezze a Zagabria nel primo incontro, la compagine di coach Bećiragić, in sole ventiquattro ore, ha ribaltato la situazione sconfiggendo la Croazia per ben venti punti.

Roster e allenatore motivati

Oltre alla capacità del capoallenatore bosniaco di tenere i suoi sul pezzo, commentando come il vantaggio in doppia cifra maturato dalla Croazia nella prima partita non costasse nulla, infischiandosene delle critiche, degno di lode è l’atteggiamento di una rosa di giocatori motivati a regalare una storica vittoria ad un paese che, proprio domenica, festeggiava la propria festa nazionale.

Come dichiarato a fine gara da Džanan Musa, lui stesso recatosi a Sarajevo nonostante il parere negativo del Real Madrid, Adin Vrabac è sceso in campo malgrado una situazione personale complicata, mentre Kenan Kamenjaš ed Amar Gegić hanno preso parte all’incontro, da protagonisti, nonostante acciacchi fisici.

Punti interrogativi per la Polonia

Chiaroscuro, invece, è il bilancio della Polonia, che nonostante sia già qualificata di diritto per la fase finale di Eurobasket in quanto paese co-organizzatore ha vissuto una finestra FIBA tra alti e bassi, sconfitta in casa propria dell’Estonia, poi in grado di riscattarsi a Tallin nella partita ‘di rivincita’.

Al netto della necessità di dovere affrontare compagini che, a differenza della nazionale polacca, la qualificazione se la devono guadagnare sul campo in ogni partita, la rappresentativa allenata da coach Miličić ha mostrato segnali preoccupanti soprattutto nella prima partita, in particolare in materia di circolazione di palla ed efficienza dalla lunga distanza.

Un totonomi senza nomi

In seguito alla quinta sconfitta consecutiva maturata negli ultimi cinque incontri ufficiali, la macchina del totonomi per una presunta successione a coach Miličić si è inevitabilmente attivata, senza tuttavia che uscissero nomi di spessore.

Del resto, in Polonia di allenatori capaci di portare esperienza e conoscenza cestistica sufficiente a competere a livello di nazionali non ve ne sono, fatta eccezione per Žan Tabak, Ivica Skelin, Srđan Subotić e Boris Balibrea.

La risposta di Miličić sul campo

Ventilare un siluramento di Miličić, tuttavia, è attività priva di senso, che ben dimostra come alle latitudini polacche la qualità delle analisi sportive di tifosi e sedicenti opinionisti di basket sia alquanto rivedibile. Mettere sulla graticola un allenatore capace di portare la Polonia al quarto posto ad Eurobasket 2022 è, altresì, dimostrazione di scarsa lungimiranza e ancor minore pazienza.

Ciononostante, a mettere le cose a posto ci ha pensato lo stesso Miličić, che per mezzo di una vittoria ottenuta a Tallin (risicata sì, ma pur sempre una vittoria) ha messo a tacere le voci che volevano l’ex allenatore di Napoli con le valigie pronte. Almeno per ora.

Riepilogo delle partite della finestra FIBA considerate:

Croazia vs. Bosnia Erzegovina 89:76 – statistiche

Polonia vs. Estonia 78:82 – statistiche

Bosnia Erzegovina vs. Croazia 110:90 – statistiche

Estonia vs. Polonia 86:88 – statistiche

Le classifiche dei gironi: https://www.fiba.basketball/en/events/fiba-eurobasket-2025-qualifiers/standings

Il prossimo turno: https://www.fiba.basketball/en/events/fiba-eurobasket-2025-qualifiers/games

Matteo Cazzulani

Nella foto: Amar Alibegović (numero 3 in maglia gialla) e Kenan Kamenjaš (numero 34 in maglia gialla) della Bosnia Erzegovina, Luka Božić (numero 29 in maglia rossa) e Danko Brajković (numero 22 in maglia rossa) della Croazia. Credits: FIBA