Il campionato più competitivo d’Europa ha riaperto ufficialmente i battenti, così come li apre alla competizione domestica la nuova Roig Arena di Valencia, già inaugurata in Eurolega dalla Virtus Bologna, con un altro big match contro il Barcellona degli ex virtussini Clyburn (16 punti e 9 rimbalzi) e Shengelia (10+5r). Ed è subito tempo di sorprese. A farne le spese è il Baskonia di Paolo Galbiati, sommerso per 107-88 da Zaragoza al Pabellón Príncipe Felipe.
CHI SALE
L’UCAM Murcia di Sito Alonso ricomincia con rinnovate ambizioni arrotando per 95-64 la malcapitata Andorra. In evidenza l’ex Baskonia Sander Raieste (17), ma doppia cifra anche per l’ex Pistoia Michael Forrest (11). Notizia per i tifosi virtussini, Devontae Cacok (8 punti e 8 rimbalzi in 16′) vive e lotta insieme a noi, nel caso qualcuno temesse che l’infortunio che si era trascinato nelle ultime due stagioni l’avesse messo definitivamente fuori gioco.
Zaragoza si diverte e rovina l’esordio di Paolo Galbiati sulla panchina del Baskonia. Trae Bell-Haynes ne fa 26 con il 66,7% dal campo e si toglie anche lo sfizio di distribuire 7 assist in una gara che i rojillos conducono senza esitazioni, prima di dare spettacolo nel quarto periodo in cui mettono a referto 35 punti. Certo, è ancora poco per dare la stima delle ambizioni degli uomini di Jesús Ramírez, ma l’avvio da giustiziere di giganti non lo potrà togliere loro nessuno.
Vittoria (97-79) al debutto per Burgos che, guidata dall’ex assistant coach di Luca Banchi a Pesaro Bruno Savignani, ritorna nel massimo campionato dalla porta principale. Leo Meindl ritorna in ACB con 18 punti nonostante lo 0/6 da 3. Proprio le scarse percentuali dal perimetro (24%) danno la stima della gara disputata dai neopromossi, 97 punti, attacco continuo all’area e tanti liberi (34) e seconde opportunità (13). Girona non entra mai in partita, eccezion fatta per Pedro Busquets (26), il sipario sulla posta in palio cala definitivamente al 30′.
CHI SCENDE
Non basta l’attenuante dell’esordio in trasferta per Breogán. Salutato Visconti due settimane fa, lasciando intendere che avesse già trovato squadra, il club galiziano sperava quantomeno di restare in partita in quel di Lleida. E invece la partita è già in archivio all’intervallo lungo, merito di Melvin Ejim (13+8rb) e Gyorgy Golomán (16+9rb) per i padroni di casa, mentre i biancocelesti provano ad aggrapparsi a Keandre Cook (18). Troppo poco per coach Luis Casimiro, l’87-68 finale, con oltre un rimbalzo ogni 3 concesso agli avversari nella propria area, è subito un campanello d’allarme.
Evanescente come Markus Howard, questa la definizione corretta per il primo Baskonia di Paolo Galbiati. Certo non puoi sperare di vincere se subisci continuamente la pressione difensiva avversaria ed accumuli 19 palle perse e nemmeno se il tuo principale realizzatore si ferma a 4 punti con 2/8 dal campo, contribuendo con il suo 0/6 alla pessima serata al tiro pesante (14%). Salvano la faccia Hamidou Diallo (22+10rb), Luka Samanic (21+9rb) e Timothee Luwawu-Cabarrot (19 per lui con 3/7 da 3), il resto raccoglie briciole, compreso Matteo Spagnolo che chiude a 6 punti in 16′ nonostante fosse partito in quintetto; qualcuno scacci i fantasmi che lo attanagliano dall’estate azzurra.
In partita? Poco. Sensazione di poter vincere? Mai. E l’Eurolega, stavolta, non vale come attenuante generica perché, di fronte, c’era un’avversaria che aveva avuto il tuo stesso calendario. Il Barcellona continua a vivere in quel limbo di chi vorrebbe cercare di rimanere ai vertici ma, al tempo stesso, piange glorie passate. Clyburn (16+9rb) e Shengelia (10+5rb) non sfigurano sul parquet della fantastica Roig Arena, ancora una volta illuminata dal Darius Thompson (16 punti, 5 rimbalzi e 4 assist) che Gianmarco Pozzecco avrebbe voluto vedere in azzurro, il resto latita. C’è un convitato di pietra tra i blaugrana, quel Nico Laprovittola la cui assenza ha reso questa squadra una massa informe, una barca senza timoniere. E intanto Peñarroya continua ad ingoiare rospi. Fino a quando, non è dato sapersi.
IL PROTAGONISTA
16 anni e 150 giorni. Tanto è trascorso tra l’ultima gara di campionato in cui Ricky Rubio aveva indossato la maglia della Joventut Badalona al primo in cui gli è stata restituita dal destino. 18 punti, 4 assist, 3 recuperi, 7 falli subiti e quel volto, per anni apparso più vecchio di quanto non fosse, che improvvisamente sembra recuperare i lineamenti del ragazzino partito da El Masnou. Duetta con Ante Tomic e Simon Birgander, dirige e innesca Cameron Hunt e l’ex pesarese Henri Drell. Si diverte e porta in regalo il blitz esterno (75-87) a Granada. Curioso, anche l’ultima gara della sua prima esperienza con la Penya fu in trasferta, a Fuenlabrada, l’8 maggio 2009. Bentornato a casa, ragazzo.
ATTENTI A QUEI DUE
78 anni in due, l’asse play-pivot più anziano del campionato. 48 punti in 2. Uno ha 42 anni, l’altro 36. 20 punti per Marcelinho Huertas che invecchia come il vino, 28 e 38 di valutazione per il georgiano ex Cantù Giorgi Shermadini nel successo (104-93) di Tenerife su Manresa. Hanno trovato l’elisir dell’eterna giovinezza, sarebbe giusto condividerlo con tutti e non essere avidi…
IL QUINTETTO DI BM
PM: Ricky Rubio (Joventut Badalona), 18pt, 3rb, 4as, 3pr, 7fs, 30 val. @Coviran Granada
G: Jhivan Jackson (Recoletas Salud Burgos), 17pt, 5rb, 3as, 20 val. vs Básquet Girona
AP: Sander Raieste (Ucam Murcia), 17pt, 7rb, 20 val. vs Morabanc Andorra
AG: Melvin Ejim (Hiopos Lleida), 13pt, 8rb, 16 val. vs Río Breogán
P: Giorgi Shermadini (La Laguna Tenerife), 28pt, 7rb, 2as, 7fs, 38 val. vs Baxi Manresa
QUI i risultati e la classifica dopo la prima giornata.