Sempre più spesso, proponendo numeri e statistiche per preparare, analizzare e commentare una partita di basket, capita di sentire o leggere, commenti sprezzanti, da parte di chi, con grande autostima e anche un pizzico di supponenza, ritiene di sapere tutto e che i numeri non rappresentino la realtà e, anzi, la distorcano.
E se questa autostima è comprensibile da parte di ha giocato o allenato o arbitrato per anni, lo è meno per chi il basket lo conosce solo attraverso la TV o dalle tribune dei palasport.
BASKET vs CALCIO
Il basket è uno sport elitario, complesso da giocare, allenare, arbitrare, capire ed interpretare.
Un esempio che mi piace sempre fare è che qualsiasi appassionato di calcio è in grado di schierare una squadra (anche di serie A) e dare ai giocatori indicazioni su dove posizionarsi in campo. Al contrario, un appassionato di basket non saprebbe neppure come schierare i giocatori attorno al cerco di metà campo per la palla a due iniziale.
E a proposito di calcio, anno dopo anno questo sport (e pure il rugby) si sta evolvendo cercando di sostituire le chiacchere da bar con dati oggettivi. Si inseriscono sempre più statistiche, spesso mutuate dal basket: il tempo e la % di possesso, i km percorsi dalla squadra e dai giocatori, il numero di palloni persi e recuperati, il numero di passaggi a segno, quelli sbagliati, la loro direzione e lunghezza, e altro ancora.
Proprio mentre il calcio prende lezioni dal basket, e cerca di oggettivare la valutazione dei giocatori, anche per il valore di mercato, c’è chi vorrebbe vedere il basket (sport di statistiche per eccellenza) fare il percorso inverso.
CHI HA RAGIONE?
Sia chiaro a tutti, le statistiche hanno SEMPRE ragione. Se un giudizio o una opinione non corrisponde ai numeri vi sono solo due opzioni: l’opinione è sbagliata oppure non si stanno utilizzando i numeri giusti e/o in maniera corretta.
Debbono essere “maneggiati” con cura e disciplina, valutati assieme alla visione della partita (senza emozione) e al play by play. Dentro alle statistiche avanzate a agli algoritmi si trova sempre la chiave di una partita o di un giocatore.
In queste prime 23 giornate sono stati giocati e conclusi poco meno di 30.000 possessi, dentro i quali vi sono a disposizione migliaia di dati utilizzabili per studiare l’attitudine di squadre e giocatori.
CONCLUSIONE
I numeri sono una delle componenti basilari e che caratterizzano il basket dagli altri sport e vanno individuati ed elaborati per capire meglio.
E anche se il risultato che ne deriva non è quello che piacerebbe leggere, si può utilizzare per addolcire un giudizio, per avere un diverso punto di vista o anche solo per curiosità.
E Popovich non credeva al plus-minus ma i suoi assistenti una occhiata la davano sempre.
Stefano Ballotta (PiriNumbers)