Coach Sasha Djordjevic è stato intervistato alla Gazzetta dello Sport e a Tuttosport. Sul futuro non si è sbilanciato, ma ha parlato della gioia immensa della conquista dello scudetto con la maglia della Virtus Bologna.

Queste le sue parole:

“Bologna per il basket è una piazza esigente, piena di sapientoni. Il mio obiettivo era costruire qualcosa di nuovo, scardinando le abitudini e il pensiero del passato, il ricordo di successi e campioni che si perdono nel tempo. Per 20 anni la Virtus è sparita dall’Europa. Ho voluto tirare una riga spingendola a guardare avanti perché il basket è cambiato. Io, il mio staff, la squadra e il club l’abbiamo rimessa sulla mappa ricreando entusiasmo col ritorno dei tifosi: l’altra sera erano 2500 ma sembravano 25mila. Lo scudetto è frutto di questo lungo processo nel quale ho messo tutto il mio modo di pensare. E i miei risultati e soprattutto il gioco vanno valutati in questa ottica: quella del dopo e non del prima”.

“Posso dire che lo scudetto è figlio di un lavoro di due anni. A volte ci si dimentica che anche la passata stagione avremmo potuto vincere, ci siamo fermati quando eravamo primi
in classifica, con l’entusiasmo del pubblico e della piazza a sostenerci. Sono sicuro che avremmo vinto anche nel 2020 e lo dico senza presunzione. Ho sempre grande fiducia nei gruppi che costruisco e quello dell’anno scorso così come quello attuale mi hanno trasmesso un solido feeling. Quel che è arrivato sul campo, ce lo siamo guadagnati”.

Il futuro? “Abbiamo finito di festeggiare il titolo da poche ore e vogliamo godercelo ancora. La prossima settimana mi incontrerò con la dirigenza per parlarne con calma ma credo sia evidente il risultato straordinario che tutti insieme abbiamo ottenuto”.

 

Foto Ciamillo-Castoria