Il CEO di Euroleague Marshall Glickman è stato intervistato da basketnews e tra i tanti temi toccati ha anche parlato della questione Campazzo:

“Ne ho parlato anche con lui, ma non mi sembrerebbe corretto intervenire. Non è una questione Campazzo gioca o non gioca, è un discorso più ampio. C’è un sindacato giocatori e c’è un accordo-quadro. Il tema principale era il rispetto dei contratti. Nei modi e nei tempi. E questo è stato un passaggio chiave dell’accordo quadro. Sul Panel di controllo, è totalmente autonomo, e composto da tre avvocati che non hanno collegamenti sportivi. Ribadisco, sono autonomi e indipendenti. Hanno preso una decisione. Sono giunti alla conclusione che il club non avesse fornito alcune informazioni necessarie. Intanto hanno potuto registrare giocatori, e questo potenzialmente gli ha dato un vantaggio competitivo che altrimenti non avrebbero avuto. Con l’amnistia. Facendo praticamente in modo che nulla sia successo. Ma non mi è sembrato un intervento corretto in questo caso, visto anche quello che si cerca di fare per l’integrità del sistema. Tutti vorremmo Campazzo in campo, l’ho scritto anche a lui dopo aver ricevuto dal giocatore una mail molto rispettosa. Mi spiace, ma qui la questione non è “Campazzo gioca o non gioca”. Non c’entra nulla”.

 

Il CEO ha anche parlato di una possibile espansione della competizione, parlando di tante squadre interessate ad entrare in Euroleague:

“Parigi, con l’attuale club o uno eventualmente nuovo, i London Lions, il prima possibile il Monaco, che è molto serio sul costruire una nuova arena a Montecarlo, i due club di Belgrado, Partizan e Stella Rossa, la Virtus Bologna, Valencia con la sua splendida nuova arena. Abbiamo più domanda dei posti disponibili, ma per noi è importante restare aperti un minimo a ingressi nuovi con l’Eurocup”.