“Ma quanto è mancato Matt Morgan la scorsa settimana alla Virtus Bologna?”. La risposta è semplice, quasi brutale nella sua evidenza: tanto, veramente tanto. L’infortunio che lo ha tolto di scena dopo appena quattro minuti contro Trento e che lo ha costretto a saltare le due successive gare di EuroLeague contro ASVEL e Olympiacos ha inciso in modo profondo sui meccanismi offensivi della squadra bianconera, privandola di una delle sue fonti principali di ritmo, pericolosità e fiducia. Senza di lui, la Virtus ha mostrato forse la versione più scarica e opaca dell’intera stagione, una squadra appesantita nelle gambe e nelle idee, incapace di accendersi con continuità.
Poi è arrivata la trasferta del PalaLeonessa, sul campo della Germani Brescia, e con essa il ritorno nelle rotazioni di Matt Morgan. Una coincidenza solo apparente, perché proprio con il suo rientro si è rivista la vera Virtus, quella fatta di energia, spaziature corrette e soluzioni offensive che mettono pressione costante alle difese avversarie. Non era affatto scontato aspettarsi un impatto immediato dopo lo stop, e invece Morgan ha inciso fin dai primi possessi, dando la sensazione di essere rimasto “caldo” anche durante l’assenza forzata.
Il suo peso specifico all’interno del sistema di Virtus Bologna è ormai evidente. Dusko Ivanovic gli ha ritagliato il ruolo di vice Carsen Edwards, ma la realtà racconta di un giocatore che, nel corso della partita, diventa spesso una risorsa primaria, se non addirittura centrale, sia in campionato sia in Europa. Morgan non è solo cambio di lusso: è un’arma tattica, un acceleratore di gioco, un esterno capace di cambiare volto alla partita in pochi minuti.
La sua stagione è fin qui magistrale, con una crescita netta rispetto allo scorso anno. È legittimamente uno dei candidati al titolo di MVP della regular season e uno dei giocatori di maggior impatto dell’intero panorama italiano e non solo.
In uscita dai blocchi, quando ha spazio, è una sentenza, ma sa anche fermarsi, leggere e punire con i piedi per terra. Sta migliorando sensibilmente nella costruzione del tiro dal palleggio e, grazie a un “motorino” inesauribile nelle gambe, quando attacca il ferro in uno contro uno diventa praticamente immarcabile: un vero razzo lanciato verso il canestro.
E allora la domanda iniziale torna, quasi come un refrain che accompagna il momento bianconero: quanto è mancato Matt Morgan alla Virtus Bologna la scorsa settimana? Tantissimo. E quanto è importante Matt Morgan per questa squadra? Ancora di più.
Perché con lui in campo, la Virtus non è solo più pericolosa: è semplicemente più se stessa.
A certificare ulteriormente l’importanza di Matt Morgan non sono solo le sensazioni, ma anche i numeri. In LBA l’esterno della Virtus Bologna sta vivendo una stagione di altissimo livello: 13,3 punti di media in 17,9 minuti, con percentuali di assoluta eccellenza (60,3% da due, 36,5% da tre e 92,5% ai liberi), a cui aggiunge 2,4 assist e 11,4 di valutazione media. Il suo impatto si riflette anche nei dati avanzati, con un Offensive Efficiency Rating di 1.089 e un plus/minus complessivo di +86, numeri che raccontano una Virtus nettamente più efficace quando è in campo.
Il rendimento resta elevato anche in EuroLeague, dove Morgan produce 13,2 punti in 19:09 di utilizzo medio nelle 25 presenze stagionali (solo 2 da titolare), tirando con 62,1% da due, 37,3% da tre e 88,9% ai liberi. Completa il quadro con 2,0 assist, 1,2 rimbalzi e 11,5 di PIR, confermandosi una risorsa offensiva continua e affidabile anche contro il massimo livello europeo. Numeri che spiegano, meglio di qualsiasi altra cosa, perché la sua assenza si sia sentita così tanto… e perché il suo ritorno abbia cambiato immediatamente il volto della Virtus.
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Matt Morgan, foto Ciamillo-Castoria