Paolo Galbiati lascerà Trento, ma ancora del suo futuro non c’è certezza. L’ormai ex coach dell’Aquila ha parlato al T Quotidiano attraverso un’intervista.
Questo un estratto delle sue parole:
“Per dare il meglio di quanto è nelle mie corde devo sentirmi al 200 per cento dentro un percorso, rendermi conto che la mia visione e quella della società vanno verso la stessa direzione. Il che non significa che sarebbero dovuto essere identiche ma neppure troppo diverse, comunque la responsabilità maggiore per quanto è accaduto è del sottoscritto. Avrei dovuto affrontare di petto la situazione prima e non tenermi tutto dentro sino a non riuscire più gestirla”.
La crisi con Trento. “Diciamo che dopo la partita giocata e persa a Brescia all’inizio di gennaio mi sono reso conto che non c’erano più margini. Perdemmo 83·77 ma non fu tanto quello il problema quanto delle osservazioni da parte del ds (Gaddo) che ho faticato a digerire. Anzi, diciamo che non le ho proprio digerite. Non mi interessa entrare troppo nei dettagli però mi conosco e so che in determinati contesti non riesco a lavorare con la giusta carica. Ecco quindi che ho deciso di prendere una decisione che non è stata assolutamente semplice, il club però si meritava chiarezza immediata in modo che poi avesse tempo per operare sul mercato con calma.”
Il futuro. “No, nella maniera più assoluta. Mi rendo conto che per qualcuno potrò sembrare un pazzo ma la scelta che ho fatto è totalmente slegata da fattori diversi rispetto a quelli che ho appena descritto. Dopo che è uscita la notizia ho avuto qualche abboccamento ma niente che mi possa davvero interessare. Il mio sogno sarebbe un’esperienza Oltreoceano ma temo rimarrà tale, la NBA è un mondo piuttosto chiuso. Comunque metto l’estero al primo posto, ricoprire il ruolo di assistente in una realtà di EuroLeague lo considererei uno step importante. Lo Zalgiris di Andrea Trinchieri o l’Efes Istanbul di Luca Banchi? Gran belle realtà, non ci sono dubbi.”