Il mondo dello sport piange la scomparsa di Sinisa Mihajlovic, morto in una clinica di Roma all’età di 53 anni. L’ex allenatore del Bologna aveva annunciato la scoperta della malattia in conferenza stampa il 13 luglio 2019: “Ho la leucemia, ma la batterò giocando all’attacco”. Il 29 ottobre 2019 il trapianto di midollo osseo al Sant’Orsola di Bologna, il 22 novembre le dimissioni, ad inizio 2022 i nuovi campanelli d’allarme. Oggi l’annuncio della famiglia che ha spento anche l’ultima speranza.

Umberto Gandini, presidente della Lega Basket, da dirigente del Milan ha avuto Mihajlovic come allenatore nel club rossonero nella stagione 2015-16. “Una persona straordinaria – questo il suo ricordo – grande professionista in campo e fuori dal campo”.

Mihajlovic era anche un grande tifoso di basket, spesso presente alle gare della Virtus Bologna grazie anche alla amicizia con il coach serbo Alexandar Djordjevic.

Mihajlovic aveva iniziato la carriera da calciatore in patria, nell’allora Jugoslavia. NelT 1990 il grande salto alla Stella Rossa Belgrado. Arrivò in Italia nel 1992 firmando con la Roma. Il nostro Paese sarebbe diventato la sua seconda patria. Dopo i giallorossi, Sampdoria, Lazio e Inter

La sua carriera da tecnico inizia come vice di Mancini all’Inter, per passare poi al Bologna dove avrebbe poi concluso la sua carriera di allenatore: in mezzo Catania, Fiorentina, Sampdoria, Milan, Torino, prima del ritorno a Bologna.