Il CT dell’Italbasket Gianmarco Pozzecco è stato intervistato da Flavio Vanetti de Il Corriere della Sera ed è tornato a parlare di Nicolò Melli e di Paolo Banchero:
Sui Mondiali: “Ho contato almeno 12 squadre in grado di imporsi: sarà un Mondiale equilibrato. Riallacciandomi alla precedente domanda dico che l’Italia è cresciuta, anche per il legame che i ragazzi hanno con la maglia azzurra”.
Su Melli: “Nicolò è quello che si avvicina di più a Dino Meneghin, il vincente per antonomasia. Pressione in più? Non so. Anzi, rispondo così: un padre vede suo figlio bello o brutto?”.
Su Banchero: ” Ha fatto la sua scelta, legittima: giocare per gli Usa. Abbiamo fatto di tutto per averlo, siamo stati anche sfortunati: senza il Covid avrebbe vestito l’azzurro. Paolo si sarebbe inserito bene, ma non avrei potuto chiedergli di avere il legame con la maglia che hanno gli altri”.
Sul fatto che Petrucci dopo che Darius Thompson ha rinunciato, ha dichiarato che non si punterà più sui naturalizzati: “D’accordissimo con lui: è il dirigente numero uno dello sport italiano. È la favoletta della volpe e dell’uva? Per i naturalizzati la Nazionale è un’opportunità. Ma quando lo diventa di meno, cambia tutto. Thompson, brava persona, non può poi avere lo stesso sentimento di Spissu, che rappresenta la Sardegna”.
Sul fatto di aver valorizzato Spissu: “D’accordissimo con lui: è il dirigente numero uno dello sport italiano. È la favoletta della volpe e dell’uva? Per i naturalizzati la Nazionale è un’opportunità. Ma quando lo diventa di meno, cambia tutto. Thompson, brava persona, non può poi avere lo stesso sentimento di Spissu, che rappresenta la Sardegna”.
Sul poter diventare D.T. del settore maschile: “È un’idea di Petrucci. Mi piacerebbe aiutare i colleghi delle squadre giovanili: vorrei uniformare il sistema di gioco”.
Sul possibile cambio di presidente Federale dopo Parigi 2024: “Saremo rovinati…”