Ultimo appuntamento con la rubrica di Basket Magazine in cui sono state presentate tutte le squadre che parteciperanno alla prossima LBA, è il turno di Napoli, squadra neopromossa che ancora non è riuscita a mostrare il suo miglior gioco in Supercoppa, ma con un coach esperto come Pino Sacripanti cercherà di confermarsi nel massimo campionato italiano

 

13 anni di traversata nel deserto di promesse fatte con rullo di tamburi e prontamente disattese, prima, e di risalita su parquet spesso improponibili, con attenzioni disumane come la gabbia di plexiglass in piena estate incipiente, al tempo della serie playoff con Cassino (Serie B).

“Un 27 giugno uscimmo a riveder le stelle”.

Parafrasi di Dante quanto mai appropriata, se pensiamo a ciò che ha vissuto la tifoseria napoletana, un movimento ripetutamente vilipeso e finito a sentirsi ridere in faccia ogni volta che associava alla parola basket il nome della propria città.

Dopo l’Inferno ed il Purgatorio, però, è arrivato il Paradiso, un Paradiso che andrebbe vissuto, Sacripanti docet, con gioia, ma che si scontra con i traumi pesanti e recenti dei tifosi, indecisi tra il manifestare urbi et orbi la propria gioia e la paura che tutto ciò sia troppo bello per essere vero, per durare.

Non è bastata la cavalcata vincente dello scorso anno, non è bastata la ritrovata credibilità societaria, grazie allo strenuo lavoro dei soci Grassi, Tavassi ed Amoroso, oltre che a quello del GM Antonio Mirenghi, del DS Alessandro Bolognesi e di tutta la struttura di un club che può vantarsi di pagare in anticipo i propri tesserati e le varie scadenze federali; il tifoso partenopeo continua ad aver paura di vedersi scivolare il sogno tra le mani, come acqua che s’infila nei pertugi tra le dita e non si può fermare.

È una doppia sfida, quella a cui è chiamata questa GeVi: da un lato, i ragazzi di Sacripanti sono chiamati a conquistare sul campo la salvezza tranquilla che vuole patron Grassi (e magari qualcosina in più, dovesse presentarsi l’occasione propizia), dall’altro dovranno convincere chi ancora è titubante ed è portato a credere a qualsiasi fake news che prospetti difficoltà economiche.

Il resto dovranno farlo i tifosi, sconfiggendo i propri fantasmi.

 

ANALISI

 

Il trio al timone del mercato azzurro, formato da Antonio Mirenghi, Alessandro Bolognesi e Pino Sacripanti, ha optato per limitare le scommesse al numero essenziale: su quattro nuovi volti, due sono over 30 che sanno cosa sia la LBA. L’asse play-pivot, primo tassello da mettere per Dan Peterson, è di sicuro affidamento: Mayo trova in Elegar un rollante di livello con cui dialogare con profitto, per la gioia di coach Sacripanti che ha insistito molto con e per l’ex Reggio Emilia, pur di averlo nel proprio pitturato.

Le scommesse sul mercato sono state due…e mezzo: il mezzo è rappresentato da Jason Rich, potenzialmente da MVP ma anche reduce da oltre un anno di inattività, dopo il rifiuto a Varese a causa del covid-19.

Le altre due sono Markis McDuffie, atteso al confronto con “il piano di sopra” dopo una straordinaria stagione disputata in A2 con l’Assigeco Piacenza, ed Arnas Velicka, ultimo arrivato dopo la Summer League conclusa al secondo posto finale con i Boston Celtics.

Ci sono, poi, le conferme: oltre a Josh Mayo, anche l’altro USA protagonista della promozione è rimasto alle falde del Vesuvio; Jordan Parks affronta la seconda occasione in LBA dopo l’anno travagliato a Treviso che l’aveva visto vittima di fastidiosi problemi al ginocchio.

Non manca la pattuglia di italiani, quattro senior e due giovani del vivaio (il progetto Academy vanta varie squadre, di cui una iscritta alla serie C silver) che ruoteranno con le varie sezioni giovanili.

Zerini ed Uglietti rappresentano il nucleo che già conosce la massima serie; anche Lombardi può dire altrettanto, ma la sua esperienza in A1 (Pistoia) non aveva prodotto il salto di qualità che ci si aspettava.

Infine Marini; la guardia-ala abruzzese ci ha tenuto tantissimo a confrontarsi con la LBA, rifiutando offerte remunerative e ruoli da protagonista al piano di sotto.

 

IL COLPO DI MERCATO

Il colpo del mercato è Markis Mcduffie, viene dalla Serie A2, chi non l’ha visto potrebbe aver storto il naso all’inizio, non sapendo quale importanza abbia avuto nell’Assigeco Piacenza e che genere di giocatore sia.

Chi ha avuto il piacere di vederlo, invece, ha subito capito che il colpo, in LBA, ci può stare eccome: atletismo, tiro, agilità, anche altruismo, in alcuni casi, e nessun timore reverenziale.

Per caratteristiche, il suo innesto è complementare ad Elegar: il centro originario delle Isole Vergini potrà beneficiarsi delle doti atletiche del compagno nella lotta a rimbalzo e nell’avere l’area più libera, date le doti balistiche dell’ex piacentino. Dal suo canto, però, dovrà palliare qualche carenza difensiva che McDuffie ha palesato.

Il primo impatto con la piazza è stato quello giusto: 15 punti segnati contro il Baskonia, 22 contro il Bayern e già i tifosi l’hanno soprannominato affettuosamente Duffy Duck.

Ora, se qualcuno di voi ricorda l’ingresso in campo della Tune Squad, nel ruolo di ala grande (o ala alta, per dirla alla Sandro Ciotti) c’èra proprio “lo starnazzatore dal tiro implacabile” (cit.).

Se mantiene le premesse (e le promesse), il 24 statunitense potrebbe diventare un idolo del PalaBarbuto.

 

PUNTI FORTI

  • L’AMALGAMA DELLA SQUADRA: La dimostrazione si è vista nel secondo tempo della sfida al Baskonia, il gruppo reduce dalla cavalcata dello scorso anno ha la vittoria nel DNA e ciò si è tradotto nella rimonta con cui gli azzurri erano arrivati anche ad essere in vantaggio, palla in mano, a poco meno di 3’ dalla fine, dopo essere stati oltre la doppia cifra di svantaggio. In un gruppo così consolidato di giocatori che, salvo Marini e Lombardi, avevano accettato di scendere di categoria per tentare la scalata, poi riuscita, l’inserimento dei nuovi può risultare molto più facile e meno frettoloso.

 

  • PINO SACRIPANTI: Il coach canturino ritrova la Serie A dopo il benservito non proprio amichevole riservatogli dalla Virtus Bologna che l’aveva esonerato nonostante l’ottimo cammino europeo (le V nere avrebbero poi vinto la BCL).
    L’etica della difesa portata al livello superiore, l’idea della coralità del suo basket che vince nonostante non vi sia un solo giocatore a guidare le classifiche individuali per punti segnati e l’occhio per i talenti sono la ricetta di un allenatore che non si è fatto problemi a sposare un progetto ed avviare un ciclo partendo dal basso.
    Per il primo anno di LBA, Sacripanti ha mescolato le carte delle sue precedenti esperienze: la fiche puntata su Jason Rich ricorda quella messa per Ragland ai tempi di Avellino, quelle affidate a McDuffie e Velicka assomigliano più alle scommesse fatte ai tempi di Cantù, due diamanti grezzi che il coach proverà a far brillare nelle loro varie sfaccettature.

 

  • LA COPPIA DI LUNGHI: Markis McDuffie e Frank Elegar sembrano due pezzi di puzzle che attendevano solo di essere incastrati tra loro.
    L’ala grande ex Piacenza risponde alle esigenze di Sacripanti: il suo atletismo, unito alle sue capacità balistiche dal perimetro, sono l’ingrediente necessario a liberare il pitturato per il pivot proveniente da Reggio Emilia, permettendogli di esprimere la propria verticalità con meno ostacoli possibile; dal punto di vista difensivo, invece, è McDuffie a beneficiarsi del compagno, come detto in precedenza. 1+1, nel basket, può fare anche più di 2.

 

PUNTI DEBOLI

  • L’ETÀ DI ALCUNI TITOLARI: Non è un punto debole in sé, ma alla lunga può diventarlo, soprattutto nella parte finale della stagione. A Sacripanti il compito di gestire le energie dei veterani per mantenere uno standard di rendimento alto.

 

  • LE INCOGNITE: Le indicazioni sul rendimento di giocatori come Marini e Lombardi sono state ottime durante il Trofeo City of Cagliari, ma resta sempre un appuntamento amichevole di precampionato.
    A Marini, che pure è dotato di ottime riserve di talento e sfrontatezza, potrebbe mancare il tonnellaggio per tenere sui dirimpettai, specialmente qualora dovesse essere schierato da ala piccola.
    Lombardi, dal suo canto, dovrà dimostrare di saper essere efficace anche al piano di sopra e cercare di lavorare ancora sul suo tiro dall’arco; non c’è più il vantaggio fisico di cui poteva godere l’anno scorso.
    Nel capitolo incognite va inserita anche la tenuta fisica di Josh Mayo, lo scorso anno per molto tempo ai box e, comunque, vicino alle 35 primavere.

 

QUINTETTO PROBABILE

Nel torneo disputato in Sardegna coach Sacripanti ha provato Arnas Velicka da playmaker titolare, con Josh Mayo sesto uomo di lusso. L’impressione è che i due potrebbero dividersi le partenze da titolari ed i minuti.

Fatta questa premessa, ecco il quintetto probabile della GeVi Napoli 2021-22

PM: Velicka (Mayo)
G: Rich
AP: Parks
AG: McDuffie
C: Elegar.

 

L’OBIETTIVO

In una piazza così tendente agli estremi, nel bene e nel male, non è mai saggio fare proclami; lo sanno bene sia il presidente Grassi, che da fine stagione scorsa ribadisce il concetto, che Pino Sacripanti: la GeVi Napoli parte per ottenere una salvezza tranquilla, senza particolari patemi.

L’impressione è che la squadra sia attrezzata per raggiungere l’obiettivo prefissato.

 

GEVI NAPOLI 2021-22

ARRIVI: Frank Elegar (da Reggio Emilia), Jason Rich, Markis McDuffie (da Assigeco Piacenza), Arnas Velicka (da Löwen Braunschweig).

PARTENZE: Diego Monaldi (a Givova Scafati), Daniele Sandri (ad Agribertocchi Orzinuovi), Antonio Iannuzzi (a Mantova Stings), Christian Burns (a Germani Brescia, fine prestito), Amar Klacar (a Viola Reggio Calabria).

ROSTER

Arnas Velicka (PM)
Josh Mayo (PM)
Jason Rich (G)
Pierpaolo Marini (G/A)
Lorenzo Uglietti (G/A)
Jordan Parks (AP)
Markis McDuffie (AG)
Eric Lombardi (AG)
Andrea Zerini (C)
Frank Elegar (C)

 

Elio De Falco