L’opinione di Maurizio Roveri, noto giornalista del basket bolognese che vanta un’esperienza di 35 anni a Stadio ed ora collaboratore di Basket Magazine, sulla nuova Virtus Bologna
di Maurizio Roveri
Credo che l’avvocato Gianluigi Porelli – l’Uomo che negli Anni Settanta e Ottanta fece compiere il primo grande salto di qualità alla Virtus Pallacanestro sul piano della mentalità, della organizzazione e sotto l’aspetto manageriale – ieri sera sarebbe stato veramente fiero di questa V nera. Lo immaginiamo, l’Avvocato: avrebbe agitato nervosamente la gambetta, in parterre, come usava fare. Proprio anche quando era felice. Quella faccia burbera non lasciava trasparire le sue sensazioni, ma chi lo conosceva bene capiva che quando agitava la gambetta… voleva dire che era okay.
Ebbene: ieri sera la nuova Virtus Segafredo, che adesso ha coach Sergio Scariolo come guida tecnica, si è espressa in maniera decisamente convincente sui legni del Madison bolognese di Piazza Azzarita nella primissima “uscita” ufficiale di pre-season.
Bella e divertente. Capace già di trasmettere interessanti impressioni e accendere sorrisi.
Indipendentemente dal “ventello” (92-72) appioppato alla Happy Casa Brindisi di coach Vitucci (ehi, mica cosa di poco conto…), ciò che ha impressionato è l’immagine di potenzialità che questo gruppo bianconero esprime. Una superiorità che si è manifestata chiarissima quando il gruppo di Scariolo ha alzato perentoriamente l’intensità nella manovra ed ha accentuato la solidità difensiva.
Dopo un primo quarto di studio, cercando di prendere le misure ad una Happy Casa reattiva e incisiva in Gaspardo, Zanelli e Visconti (Brindisi a +9 sul 21-12 dopo nove minuti), la Segafredo ha progressivamente afferrato il controllo. Senza mollarlo più. Inafferrabile in contropiede, esaltando le gambe prodigiose di “Abi” Abass. E attaccando l’area con l’energia di “centomani” Pajola, con l’1 c1 di Marco Belinelli, con un efficace lavoro collettivo di “tagli” e di passaggi rapidi a liberare un Kyle Weems magistrale e l’efficacissimo Kevin Hervey.
La V nera ha spaccato la partita a metà del secondo quarto con il quintetto composto da Pajola-Weems-Abass-Hervey-Jaiteh. Dal 26-27 al 36-27. Per poi raggiungere il 48-35 all’intervallo. Fino al +27, sull’81-54 con una delle più spettacolari azione della partita: un vertiginoso contropiede sull’asse Abass-Belinelli.
E’ vero che il gruppo di Vitucci era orfano della guardia Wes Clark, dell’espertissimo Jeremy Chappell (un ritorno a Brindisi dopo le stagioni alla Reyer) e di Mattia Udom, in panchina ma non utilizzato.
Però la Virtus Segafredo, a sua volta, non ha potuto mettere in campo tutta la qualità del suo genio Milos Teodosic e di “Red Mamba” Nico Mannion. Attualmente fermi. Come Marco Ceron.
Se la V nera è già imperiosa così, immaginiamola con Teodosic e Mannion…
(mentre per Milos si tratta soltanto di un affaticamento muscolare e pertanto è a riposo precauzionale, per Nico Mannion purtroppo il problema è più complesso e pare richieda tempi abbastanza lunghi per il pieno recupero. Potrebbe addirittura non essere pronto per l’inizio del campionato. La Virtus tornerà sul mercato per inserire un affidabile playmaker: un obiettivo pare sia Frank Ntilikina, francese di 2 metri, ampia apertura di braccia, specialista della difesa, un ventitreenne con quattro anni di NBA alle spalle in maglia New York Knicks).
Le sensazioni che ho tratto da questa prima scintillante prestazione della nuova V nera:
1) Fisicamente e atleticamente, questa Segafredo è squadra da Eurolega;
2) L’identità tecnica che si sta sviluppando prevede “giochi” per allargare il campo liberando spazi in area per i “tagli” incisivi delle ali e delle guardie, e anche del “lungo” che parte da dietro e che si infila in 1c1 attaccando il canestro. Scariolo insiste sulla la mobilità dei suoi “lunghi”, proprio per non intasare l’area e per favorire la fluidità degli attacchi;
3) In difesa la Virtus sa proteggere con vigore l’area. Ho notato un sostanzioso lavoro ai rimbalzi difensivi e nell’esecuzione del “tagliafuori” da parte di Udoh, Jaiteh, Alibegovic e Hervey in particolare;
4) Coach Scariolo ha utilizzato quintetti con due ali (Weems e Belinelli, Weems e Abass), ma anche quintetti con due giganti: Hervey-Udoh, Hervey-Tessitori, Hervey-Jaiteh, Tessitori-Jaiteh, Alibegovic-Udoh.
5) In questa pallacanestro dinamica, che privilegia gli spazi, le palle recuperate e il contropiede vengono valorizzate le qualità e le caratteristiche di Awudu Abass. Capace di entrare in esaltazione quando ha l’opportunità di sprigionare la sua fisicità e la potenza delle sue gambe per volare a inchiodare nella maniera più eccitante;
6) E’ un sistema di gioco nel quale si trova perfettamente a proprio agio Kyle Weems, autore di un partitone per intraprendenza, pulizia tecnica, precisione nel tiro, continuità d’azione. Sempre nel vivo del gioco, 18 punti per lui senza mai una forzatura. Limpido. Tempista. Concreto. Premiato come MVP di questa edizione del “Memorial Porelli”;
7) Molto serena e pulita anche la prestazione di Marco Belinelli, 15 punti per il nuovo capitano virtussino (con un paio di canestri da NBA);
8)Alessandro “mani rapide” Pajola non finisce più di stupire. Personalità e energia. Palle rubate e assist. La solita difesa intensissima, anche pressing alto, ma adesso – dentro questo sistema d’attacco – trova spazi per i “tagli” dentro l’area quando è marcato da un avversario meno forte fisicamente, oppure per lanciarsi con determinazione in 1c1 all’assalto del canestro.
9) E ora voglio sottolineare la grande qualità del giocatore che mi ha impressionato maggiormente sul piano dell’espressione tecnica. E’ Kevin Hervey. Un power forward mobile, rapido, tempista, versatile. Può giocare distante dal canestro in attacco, può prendere posizione nel cuore dell’area. Ogni cosa che fa, la fa con fluidità. Possiede una armoniosa tecnica di tiro. E qui mi sento di azzardare un raffronto. Gli appassionati di basket un po’ meno giovani si ricorderanno che… c’era una volta negli Anni Ottanta la celebre “mattonella” di Villalta. Già, quel tiro da fuori, da una posizione un po’ laterale, quante vittime ha fatto! Implacabile da lì, il mitico Renatone. Ebbene, Kevin Hervey ha fatto vedere ieri sera esecuzioni morbidissime proprio all’incirca da quella posizione.
10) Coach Scariolo ha l’opportunità con questa Virtus Segafredo di proporsi in una gamma ampia di soluzioni tecniche e tattiche.
11) Infine voglio spendere volentieri due parole sull’umile Ruzzier. Michele “è da Virtus”. Nel suo tabellino c’è scritto “zero” punti. Chissenefrega. E’ come Ruzzier tiene il campo che conta. E’ come vede il gioco, quel che conta. Ha servito assist a Udoh e a Belinelli Ha gestito la regia in maniera affidabile, quando l’intenso e vibrante Pajola era in panchina a rifiatare. Quando entrerà in scena anc he Nico Mannion (ma… prima potrebbe arrivare uno straniero per l’inizio di campionato) allora Michele Ruzzier avrà meno minutaggio. Continuerà ad essere utile, per la competitività degli allenamenti e si farà trovare pronto – in partita – ogni volta che ce ne sarà bisogno. Un terzo playmaker come il triestino è sicuramente un lusso.