Intervistato da Paolo Brusorio sul settimanale “Specchio della Stampa”, Gigi Datome si è aperto su svariati temi, iniziando dalla sua condizione fisica: “Più passano gli anni e più co­nosco il mio fisico e mi rendo conto che salire in corsa su un treno veloce come l’Olimpia è difficile. Ma c’è una fiducia re­ciproca nel lavoro”.

Datome è abituato a convivere con la pressione di dover vincere dei trofei: “Non è nemmeno una brutta cosa se parliamo di corsa allo scudetto. Quanto all’Eurolega è ormai un segreto di Pulcinel­la quello per cui se ti qualifichi per le final four prima o poi il ti­tolo arriva. L’ho sperimentato nella mia esperienza a Istan­bul con il Fenerbahce”.

Il numero 70 dell’Olimpia ha anche sottolineato la differenza tra Turchia e USA: “Negli Stati Uniti la professio­nalità e l’affidabilità delle per­sone sul lavoro. Ho sperimenta­to invece una certa superficiali­tà nelle relazioni e una scarsa adeguatezza culturale. La Turchia ha invece un popolo caloroso, ospitale. Pieno dissentimento. Perce­pisci il sapore e l’odore della storia”.

Datome ha ricordato poi la scelta di rinunciare alle Olimpiadi 2020 di Tokyo: “Fu per senso di responsabilità che mi tirai fuori dalle convoca­zioni. Non stavo bene, giusto ci andasse qualcun’altro. Ho la co­scienza pulita. E con Petrucci mi sono chiarito. Sono andato in Olanda per le qualificazioni, non proprio un match di grido: sul mio attaccamento all’Italia non si discute”.

Poi c’è stato spazio anche per la cartolina estiva del concerto di Patti Smith: “Esperienza fantastica. Lei è di una dolcezza e di una genui­nità disarmante”.

Oltre a musica e libri, adesso anche Datome sta entrando nel mondo degli NFT: “Il fenomeno mi ha affascina­to fin dall’inizio e ne ho subito parlato con Paltrinieri. É un passaggio per avvicinare i tifo­si, mettere a loro disposizio­ne i memorabilia in formato digitale. E poi non è soltanto una community virtuale, capi­ta anche di incontrarsi”.

Infine, un pensiero sulla nascita della figlia Gaia che compirà un anno a dicembre e su quanto gli ha cambiato la vita: “Tantissimo. La sensazione è speciale e se l’avessi saputo, l’a­vrei fatto prima”.

Fonte: legabasket.it