Si è ufficialmente aperta ieri alle ore 6 di sera locali (mezzanotte italiana) la NBA Free Agency, primo appuntamento della nostra NBA Summer, episodio #1. La prima nottata ci ha già riservato grandi colpi, così come i giorni precedenti all’avvio ufficiale delle trattative, riempiti da scambi (e richieste di scambio) fenomenali. Analizziamo insieme questa prima nottata di contratti.

NO MORE SCARY HOURS

Tre ore prima dell’apertura della Free Agency una notizia ha sconquassato il panorama NBA: Kevin Durant ha richiesto di essere scambiato direttamente a Joe Tsai, proprietario dei Brooklyn Nets. I primi a comunicarlo sono stati come sempre Shams Charania e Adrian Wojnaroski. A poco è servito il ripararsi della situazione Kyrie Irving, che ha finito per rilevare la propria opzione. Già più di 15 squadre hanno chiamato i Nets, interessati al giocatore: Durant ha infatti ancora 4 anni di contratto (e 198 milioni di dollari rimanenti). Il numero 7 ha indicato come scelte preferibili Miami Phoenix.

Vi sono però un paio di criticità. Per quanto riguarda i Suns, Brooklyn non è interessata a DeAndre Ayton e non scambierebbe Durant se non dovesse essere incluso Devin Booker. DBook ha firmato proprio questa notte un’estensione supermax da 219 milioni di dollari in 4 anni, a partire dalla stagione 2024-25; è stato inoltre rivelato che sarà l’uomo copertina di NBA 2k23.

Anche per gli Heat qualche dubbio: la squadra della Florida non potrebbe includere nel pacchetto Bam Adebayo, per via di una regola che vieta di avere a roster due giocatori che hanno firmato estensioni da rookie. Brooklyn dovrebbe liberarsi di Ben Simmons, cosa che decisamente non vorrebbe fare.

I Nets sono ad un bivio importante nella loro costruzione. Lo scambio per James Harden, una stagione e mezza fa, li ha privati di scelte future, ora in mano ai Rockets. Ora i Nets sono senza KD, probabilmente senza Kyrie (sembra che cerchi i Lakers, oppure di riunirsi con Durant in un’altra squadra) e senza prime scelte. Tutto quello che hanno è Simmons, un paio di giovani e l’ultimo arrivato Royce O’Neale (ottenuto scambiando una prima scelta ai Jazz).

GLI SPURS SI ARRENDONO AL TANK

Ebbene sì: i San Antonio Spurs hanno preso una decisione drastica. In vista dell’incredibile talento previsto per il Draft 2023, gli Spurs hanno deciso di abbracciare completamente il tanking più svergognato. Mercoledì hanno infatti scambiato Dejounte Murray, fresco di All-Star Game, agli Atlanta Hawks. In cambio? Danilo Gallinari (che verrà quasi sicuramente tagliato e ha già qualche offerta da contender), prime scelte nel 2025 e nel 2027, la possibilità di scambiare scelte con Atlanta nel 2026 e la prima scelta di Charlotte (protetta) nel 2023.

Atlanta fa un colpaccio incredibile invece: una guardia giovane, un difensore incredibile sulla palla e in aiuto che possa coprire le difficoltà di Trae Young, e un portatore di palla capace e con un’ottima visione, così da poter sviluppare Young come arma letale senza palla. Lo scambio rende gli Hawks una squadra molto più interessante e completa, con prospettive future: possibile che lo scambio di John Collins, nell’aria da parecchio tempo, porti qualcosa di interessante ad Atlanta. Gli Spurs faranno di tutto per impacchettare le loro scelte e cercare di ottenere più chance possibili per Victor Wembanyama: auguri a loro.

Certo, non pensavano di avere possibilità di vincere un campionato con Murray e presto avrebbero dovuto pagarlo, ma di sicuro lascia un segno vedere un giocatore così giovane e talentuoso scambiato così presto.

UNA PIOGGIA DI ESTENSIONI

Prima ancora che iniziasse la parte più competitiva della free agency, vale a dire il rubarsi a vicenda i giocatori, gran parte delle squadre hanno voluto blindare i propri giocatori migliori. Ecco una piccola carrellata delle estensioni annunciate questa notte, oltre alla sopracitata ottenuta da Booker:

Nikola Jokic: 5 anni, 264 milioni (contratto più oneroso della storia NBA; 60 milioni di dollari al quinto anno)

Bradley Beal: 5 anni, 251 milioni

Ja Morant: 5 anni, 193 milioni (fino a 231 milioni via incentivi)

Karl-Anthony Towns: 4 anni, 214 milioni

Anfernee Simons: 4 anni, 100 milioni

Lu Dort: 5 anni, 87.5 milioni

Vi sono poi alcuni giocatori che hanno rinnovato il contratto nelle squadre in cui già erano accasati. Chris Boucher (3 anni, 35 milioni) e Thaddeus Young (2 anni, 16 milioni) rimangono a TorontoVictor Oladipo (1 anno, 11 milioni) e Dewayne Dedmon (2 anni, 9 milioni) restano a Miami; Batum rifirma ai Clippers per 2 anni a 22 milioni; Marvin Bagley III rimane a Detroit per 3 anni a 37 milioni.

Bucks rifirmano inoltre JeVon Carter (2 anni, 4.6 milioni) e Wesley Matthews (1 anno al minimo) e si accaparrano Joe Ingles (1 anno, midlevel exception).

LE FIRME DEL MOMENTO

Alcuni dei contratti firmati stanotte sembrano determinati a spostare gli equilibri futuri nella prossima stagione NBA. I Brooklyn Nets salvano la faccia rifirmando sia Nic Claxton (2 anni, 20 milioni) che Patty Mills (2 anni, 14.5 milioni), ma il colpo più aspettato spetta ai rivali dei New York Knicks. Dopo mille acrobazie per liberare spazio salariale, come avevamo già visto nella notte del Draft, i Knicks sono finalmente riusciti ad ottenere il loro uomo: firmato Jalen Brunson per 4 anni e intorno ai 110 milioni. Brunson si unirà a RJ Barrett nel backcourt, con la speranza di dare ai Knicks un esterno di cui fidarsi e su cui costruire.

I Golden State Warriors faticano più del previsto e perdono due componenti della loro squadra di campioni: Gary Payton II firma a Portland (3 anni, 28 milioni), mentre Juan Toscano-Anderson si sposta a Los Angeles, sponda Lakers (minimo salariale). I Lakers riempiono il cap fino all’ultima goccia, firmando anche Lonnie Walker IV (in uscita dagli Spurs, 1 anno per 6.5 milioni) e Troy Brown Jr. (minimo salariale). Una curiosità? Dei 12 giocatori al momento a contratto per i gialloviola, 7 sono clienti di Klutch Sports, l’agenzia di Rich Paul (grande amico e compagno di affari di LeBron James).

Infine, vanno come il pane i lunghi affidabili: ai Mavericks JaVale McGee (3 anni, 20.1 milioni), ai Bulls Andre Drummond (2 anni, 6.6 milioni), a Philadelphia P.J. Tucker (3 anni, 33.2 milioni). Sorprende invece la scelta dei Denver Nuggets: arriva DeAndre Jordan per il minimo salariale. Jordan negli ultimi anni è parso decisamente indietro fisicamente e di sicuro non rappresenta il profilo di un lungo intelligente e versatile da sostituire a Jokic.

GLI SCAPOLI

Tra i giocatori ancora svincolati, destinati a catalizzare l’attenzione, James Harden (che probabilmente ristrutturerà il proprio contratto coi Sixers), Zach LaVineDeAndre Ayton, Collin Sexton. Insomma, un pool di talento notevole, oltre ai moltissimi giocatori di buon livello che possono contribuire in buone squadre come Jusuf Nurkic, TJ Warren, Kevon Looney e Mitchell Robinson.

La free agency è appena iniziata, e noi non vediamo l’ora di vedere cosa succederà.

FOTO: Kevin Durant (NBA.com)

Yuri Pietro Tacconi