Bentornato, Pau

Gasol vede finalmente il parquet nell’intrascendente sconfitta del Barça contro il Bayern di coach Trinchieri.

Due anni senza basket, vent’anni dall’ultima volta che aveva vestito la maglia blaugrana, Pau Gasol è tornato, è tutto vero.

9 punti, 4/9 dal campo, 4 rimbalzi, 13 minuti. Il ritorno di Gasol al Palau Blaugrana è una festa a prescindere dal risultato, che vede il Bayern ottenere il successo (72-82), che l’accoppia a Milano nei play off, sulle ali di un mostruoso Jalen Reynolds (26) che domina sotto i tabelloni, portandosi a casa più volte il ferro.

Pau parte in quintetto, vincendo la palla a due con Radosevic, e per qualche minuto è l’unico a trovare il canestro dal campo; il Barça, con Mirotic ed Higgins tenuti a riposo per il clásico di domenica, giochicchia, cerca Gasol per farlo entrare in ritmo; alla fine sono 13’ utili, quelli giocati dall’ex Lakers, in ottica play off, dove i blaugrana attendono una tra Valencia e Zenit San Pietroburgo.

Qualche errore, come il fallo sul tentativo da 3 di Lucic, la timida, ma supportata da gesto esplicativo del colpo subito, protesta per un fallo non chiamato, le prove di pick ‘n roll con Calathes, a cui non sembra quasi vero che a rollare sia un due volte campione NBA, anche un tentativo da 3 non andato a segno, ecco il sunto della prestazione di Gasol, apparso ancora non al 100% ma già coinvolto e presente negli schemi di coach Jasikevicius a cui pare (eufemismo) dispiacere il fatto di non poter contare su di lui per più tempo.

Testa alla sfida di domenica, quando il Palau Blaugrana accoglierà il Real Madrid, un Real con il dente avvelenato, visto che la sconfitta del Barça lo accoppierà all’Anadolu Efes nei play off.

Un pensiero finale va a quei ragazzini catalani nati a partire dai primi anni 2000, che Gasol non avevano potuto ammirarlo con la maglia della loro squadra: vent’anni dopo, il cerchio si chiude.

 

Nell’immagine Pau Gasol, foto Euroleague

Elio De Falco