Non c’è stato da attendere per avere il primo colpo di scena della finale.
Con un primo quarto stellare il Real Madrid scippa alla prima occasione il fattore campo al Barcellona ed indirizza la serie facendo venir fuori le profonde crepe che si sono create all’interno del gruppo blaugrana.
Eppure le prime battute sembrano il preludio di tutt’altra gara 1, Mirotic fabbrica da solo il 5-0 di partenza per la formazione di Jasikevicius, mentre gli ospiti ci mettono quasi 4’ per trovare il primo canestro dal campo.
Quando Causeur trova la tripla del sorpasso, il Real recupera il feeling con la partita; il francese è davvero l’uomo in più in questo finale di stagione, così come Hanga.
Il Barça è nettamente in balía dell’avversario e vede sfilare ben presto la partita dalle mani quando Yabusele sigla il +11 (15-26) e poi Núñez si regala la gioia di segnare in un Clásico. Al 10’ il Barça è quasi doppiato (17-30).
La superiorità dei blancos trova presto l’espressione plastica nell’inchiodata di Tavares che vale il 20-35, Jasikevicius prova senza grandi risultati a richiamare i suoi in panchina, solo Kuric sembra poter venire a capo della difesa avversaria: 5 punti consecutivi per il -12 (27-39).
Troppo poco. La replica del Real è veemente e ancora una schiacciata, stavolta di Poirier, taglia le gambe ai padroni di casa. Il lungo francese è anche protagonista del +20 quando l’ennesimo rimbalzo offensivo concessogli dalla difesa blaugrana viene trasformato in un gioco da 3 punti (29-49).
All’intervallo lungo solo Laprovittola ha mosso il tabellino per il Barça (31-49).
Il terzo quarto vede soprattutto Mirotic provare a suonare la carica.
Il grande ex trova un minimo appoggio in Smits, ma il Barcellona non riesce mai ad inanellare un parziale perchè il Real, con Causeur e Deck, riesce quasi sempre ad avere ragione degli accorgimenti difensivi di Jasikevicius.
Ancora una volta il punto esclamativo lo mette una schiacciata di Poirier, poi Yabusele sigla i liberi del +22.
Jasikevicius è una furia in panchina, al punto da meritarsi il fallo tecnico, al 30’ il Real gode del massimo vantaggio (51-74).
Senza nulla più da perdere, il Barça comincia il quarto periodo spingendo e cavalcando Smits e Jokubaitis che fabbricano un parzialone di 12-0 in meno di 2’ che riapre clamorosamente i giochi, ma resta un fuoco di paglia.
Chus Mateo, ancora in panchina al posto del convalescente Laso, non si fa prendere dal momento e gestisce schemi e rotazioni senza perdere la calma; Deck è la sua proiezione in campo e spegne sul nascere la speranza blaugrana.
Finisce 75-88, quindi, una gara in cui vince chi ha dimostrato nettamente la propria superiorità; sembra quasi un contrappasso quello avvenuto tra le due squadre, fino a qualche settimana fa era il Real ad apparire alla deriva e facile preda del Barça, oggi i blaugrana danno l’impressione di essere profondamente spezzati tra loro, con un allenatore che le ha provate tutte per dare una scossa dopo la delusione di Eurolega ma che sembra non aver trovato il tasto giusto per riattivare la schiacciasassi visto per gran parte della stagione.
Ora il coltello dalla parte del manico ce l’ha il Real, al Barcellona servirà una prestazione di tutt’altro livello per ottenere il pari nella serie, ma soprattutto se vorrà rendersi conto di avere i mezzi per vincere. Al momento, però, appare poco probabile.
Elio De Falco