Con fatica e con un Mirotic leader – 20 punti per lui – il Barça esce vivo dalle sabbie mobili della Joventut Badalona che ha a lungo accarezzato il sogno di forzare gara 5.
Badalona, che recuperava Brodziansky e Paul solo per dovere di firma, comincia l’incontro con grandissima intensità difensiva, ma non sembra trovare la continuità dal punto di vista realizzativo.
Willis e Vives si prendono la scena con due stoppate , ma il Barça, pur faticando, resta a contatto al 10’ (14-13).
È nel secondo quarto che la Penya prova a mettere la freccia: sono Parra e Bassas a guidare l’attacco neroverde, parziale di 13-2 che vale il massimo vantaggio (27-15) e Palau Olimpic che ribolle degli oltre 10.700 presenti.
Il Barça non vede mai il canestro, addirittura 2/11 il fatturato al tiro dall’area per i blaugrana nel secondo quarto, per non parlare dello 0/7 dal perimetro.
Badalona, però, non affonda il colpo nonostante lasci gli avversari a secco per ben 9’, prima che Higgins riesca a muovere il punteggio. Al 20’ è 28-19.
Ma è tutto un altro Barça quello che esce dagli spogliatoi.
La strigliata di Jasikevicius nell’intervallo risveglia la regia di Calathes e le capacità realizzative di Higgins e Mirotic che ribaltano nuovamente la partita (34-34).
All’ultima pausa ci si arriva sul 39-40, con Badalona che fa una fatica immane ad attaccare la difesa schierata ed è costretta ad appoggiarsi sulle transizioni rapide e su Tomic, baluardo nel pitturato.
Preso il vantaggio, il Barça prova a dare lo scossone decisivo: dopo la prima metà del quarto periodo conclusa con 4 lunghezze di vantaggio (43-47), Mirotic prende in mano le redini della partita e mette a segno 7 punti consecutivi che valgono l’allungo (46-54).
Ma la Penya è ancora viva, Willis è ancora vivo. L’ex Brindisi non ci sta a perdere ed è il protagonista assoluto del controbreak di 10-2 che riequilibra tutto con 8 punti in fila, lasciando l’onore del pari a Tomic (56-56).
Nel momento decisivo, però, Badalona pecca di frenesia: ben 4 i tiri sbagliati nell’ultimo minuto, il Barcellona ringrazia e chiude la pratica con Calathes e la freddezza ai liberi dei suoi nei momenti in cui la palla scotta.
In finale sarà Clásico, un Clásico decisamente più indecifrabile rispetto alle ultime uscite: fino alle Final 4 di Eurolega pareva che il Real Madrid avesse soggezione dei blaugrana, che scendesse in campo con l’idea di non poter battere l’eterno rivale.
Belgrado ha cambiato le carte in tavola, così come il cammino ai playoff di entrambe.
La finale è servita, restate connessi.
Elio De Falco