Per la prima volta nel corso della stagione 2025/26, lo Zadar è riuscito a vincere una partita al cardiopalma, nella quale un finale tirato non ha condannato la compagine dalmata all’ennesima sconfitta che, alla luce soprattutto della classifica, avrebbe saputo di beffa. Il successo maturato sul campo del Borac a Čačak (65:67), in un palasport dove tradizionalmente è difficile giocare, ha altresì significato, per Zara, la possibilità di restare in corsa per un posto ai play-in di Lega adriatica.

Se non fosse stato per le sei sconfitte finora maturate in finali ‘punto a punto’, forse per lo Zadar i play-in sarebbero un obiettivo già ampiamente raggiunto nell’ambito di una stagione che avrebbe potuto vedere Zara partecipare alla postseason del torneo che raccoglie il meglio della pallacanestro della ex Jugoslavia per la terza volta negli ultimi quattro anni.

Il problema dei finali contesi

Dato che coi sé e coi ma non si scrive né la storia, né tantomeno il presente, resta, per lo Zadar, la magrissima consolazione di essere finalmente riuscito a vincere in volata. Prima del successo di Čačak, Zara è stata beffata dall’Ilirija in trasferta alla seconda giornata (85:83), poi dalla Bosna alla Krešimir Ćosić Arena (77:78), in seguito dalla Mega a Belgrado (90:89) e dallo Spartak a Subotica (76:75), e infine anche da Cedevita Olimpija (101:112) e Krka (66:72), in entrambe le occasioni in casa al supplementare.

Considerati i numeri, lo Zadar sembra aver finalmente superato una prova di carattere necessaria per poter ambire a traguardi ambiziosi, soprattutto nella Premijer Liga di Croazia, che, oltre ai play-in di Lega adriatica, resta il fronte sul quale Zara può ambire a raggiungere un obiettivo stagionale di considerevole importanza.

Il dilemma del gioco

Ciò nonostante, a rimanere è il dilemma sul gioco della compagine zaratina, che pur non brillando per talento e spettacolarità riesce comunque a portare a casa qualche minimo risultato. Una disciplinata difesa situazionale, soprattutto sotto le plance, che punta a togliere ritmo e ad abbassare il numero di possessi agli avversari, sono il marchio di fabbrica del gioco proposto da coach Danijel Jusup assieme alla ricerca di soluzioni realizzative dal perimetro.

Molti dei meriti dello Zadar sono da attribuire quasi unicamente a Vladimir Mihailović, esterno tuttofare che, oltre a essere il principale terminale realizzativo, si è fatto carico di compiti di regia, soprattutto per ovviare all’assenza di Borna Kapusta, il playmaker titolare fuori per infortunio.

La questione dei giovani di Zara

A condividere la regia con l’atleta nativo di Cettigne sono capitan Marko Ramljak e, soprattutto nella Premijer Liga croata, Adem Mekić, assieme ai giovani Toni Torbarina e Luka Bičić, dai quali molto dipende in merito agli obiettivi che lo Zadar intende darsi nel lungo termine.

Questi due prospetti, zaratini di nascita e formazione, meritano infatti spazio e minuti per poter crescere, e dare, si spera, seguito alla tradizione cestistica della basket city d’Europa per eccellenza.

Matteo Cazzulani

Nella foto: capitan Marko Ramljak (con la maglia numero 46) e lo Zadar in festa per il successo contro il Borac a Čačak. Credits: Borac Mozzart / Duško Radišić