Milano supera la Virtus Bologna nella semifinale di Supercoppa e conquista l’accesso alla finale. Una vittoria costruita soprattutto nella metà campo difensiva, dove l’Olimpia è riuscita a togliere ritmo e fiducia all’attacco bolognese. Al termine di Olimpia Milano-Virtus Bologna, coach Peppe Poeta ha analizzato la prestazione della sua squadra, soffermandosi sulla difesa, sulle rotazioni e sulle prove di Diego Flaccadori e Stefano Tonut.
Poeta dopo Milano-Virtus Bologna: «Tutti e 12 hanno dato un contributo»
La soddisfazione principale di Poeta riguarda l’approccio difensivo di Milano, capace di concedere appena 23 punti alla Virtus Bologna nel primo tempo.
«Sono contento perché la Virtus è una squadra votata all’attacco, che gioca velocemente e ad alto ritmo, per cui tenerla a 23 punti nel primo tempo è sicuramente confortante. Nel secondo tempo abbiamo un po’ allentato la pressione, forse perché nel terzo quarto siamo andati in bonus troppo presto, così abbiamo perso un po’ di aggressività. Siamo ancora indietro, ma siamo riusciti a controllare la gara per 40 minuti pur tirando male da tre, a dispetto dei tanti buoni tiri costruiti. Domani sarà una partita diversa e difficile, ma di oggi mi piace che tutti e 12 abbiano approcciato la gara nel modo giusto e dato un contributo».
Milano ha quindi trovato il successo nonostante le percentuali non brillanti dall’arco, riuscendo comunque a mantenere il controllo della semifinale per tutti i 40 minuti.
Flaccadori e Tonut, Poeta: «Mi fido di Diego e Stefano»
Tra le note positive della semifinale di Supercoppa ci sono anche Diego Flaccadori e Stefano Tonut. Poeta ha ribadito la fiducia nei due esterni italiani, sottolineando anche la necessità di coinvolgere tutto il roster in questa fase della stagione.
«Mi fido di Diego e mi fido di Stefano, poi può capitare che in certe partite la rotazione si riduca, come è successo anche l’anno scorso. Cerco di tenere tutti vivi perché serviranno tutti. Con loro ho un rapporto datato, abbiamo giocato insieme, siamo amici, ma hanno rispettato il ruolo e sono arrivati qui quest’estate molto bene. Ruotarne 12 in una partita dentro o fuori è difficile, ma oggi siamo a settembre e le gambe sono diverse, i minuti anche».
Milano, le scelte sugli stranieri: fuori Mathews, Burnell e Booker
Nel post-partita di Milano-Virtus Bologna, Poeta ha spiegato anche le scelte relative agli stranieri lasciati fuori dalla rotazione.
«Abbiamo tenuto fuori Mathews perché in una partita come questa non volevamo metterlo in difficoltà nel capire il metro e gli spazi. Burnell non ha giocato perché nel ruolo avevamo la copertura di Ricci e Akele. Vale anche per Booker perché avevamo Diop e lo stesso Akele».
Scelte quindi legate alle caratteristiche della partita e agli equilibri del roster, con Milano che ha potuto sfruttare la profondità a disposizione per adattarsi alla Virtus Bologna.
Poeta sulla difesa di Milano: «Bravi a non farli entrare in fiducia»
La chiave della vittoria di Milano in semifinale resta però la difesa. Nel secondo quarto l’Olimpia ha scelto di cambiare sistematicamente sui blocchi, riuscendo a rallentare la circolazione offensiva della Virtus e a non permettere ai tiratori bolognesi di trovare continuità.
«Nel primo tempo loro hanno sbagliato anche dei buoni tiri, come è normale che sia, ma nel secondo quarto, cambiando sempre su tutto per 10 minuti filati, siamo stati efficaci ed è una scelta che ha pagato. Diciamo che noi siamo stati bravi a non fargli prendere fiducia, che è ciò che devi fare contro certi tiratori».
Milano conquista così la finale di Supercoppa, con Poeta che può ripartire soprattutto dalla solidità mostrata nella propria metà campo e dalla risposta dell’intero gruppo. Il tecnico ha comunque sottolineato come la squadra sia ancora indietro nel proprio percorso: la finale rappresenterà subito un altro test importante per misurare i progressi dell’Olimpia.
Fonte di Olimpia Milano
Nell’immagine Stefano Tonut nella sfida di oggi, foto di Olimpia Milano