Il Real Madrid è la prima semifinalista di Liga Endesa. I merengues passano a Manresa con una prestazione solida che vanifica quanto di buono provano a fare i ragazzi di Pedro Martínez.
Ai padroni di casa non basta il miglioramento di Moneke (11) e Bako (16+11r), magra consolazione anche i 16 punti del ritrovato Thomasson.
Risultato un po’ bugiardo, quello del Nou Congost; Manresa resta aggrappata con le unghie e con i denti alla partita, complice anche la zona schierata da coach Pedro Martínez per palliare la superiorità avversaria nell’uno contro uno.
Il Real ha buona mira dai 6,75 e resta comunque avanti nei primi possessi dell’incontro, riuscendo a controbattere alla fluidità offensiva biancorossa; proprio l’efficacia al tiro pesante permette ai blancos di provare la prima fuga, ci pensa in due occasioni consecutive Llull ed è +7 (18-25). Francisco, ancora dal perimetro, firma il 21-25 con cui si va al primo riposo.
Essere ancora in partita è un volano per le motivazioni del Baxi che comincia il secondo quarto con veemenza e trova il sorpasso grazie ad un parziale di 13-4 in cui riesce anche a creare problemi di falli a Pablo Laso, costretto al time out a metà periodo sul 34-29.
La prevedibile “Lasina” che il tecnico più longevo sulla panchina merengue dirige ai suoi con toni tutt’altro che soavi sortisce l’effetto desiderato: il Real rientra in campo più concentrato e mette insieme un controbreak di 12-2 che lo riporta avanti. Al 20’ Manresa insegue 41-43, dopo un’altra tripla sul finale, stavolta opera dell’ex Aquila Trento Maye.
La ripresa vive una sorta di legge del contrappasso di dantesca memoria, stavolta sono gli ospiti a spingere sull’acceleratore e trovano il massimo vantaggio sull’asse tutto transalpino tra Causeur e Yabusele (46-55), solo Bako riesce ad interrompere sporadicamente il dominio madridista.
Manresa deve rincorrere e trova punti principalmente a cronometro fermo: Bako e Francisco attaccano bene la difesa avversaria e trovano più viaggi in lunetta; quest’ultimo non capitalizza l’ultima gita fatturando solo uno dei due liberi, ma fa comunque comodo, sono due possessi pieni a dividere le due squadre all’ultima pausa (53-59).
Alla gara mancava un protagonista, Chima Moneke: è lui a prendersi la scena nelle prime battute del quarto periodo con 9 punti consecutivi che valgono il nuovo vantaggio biancorosso (63-59); il Real ci mette quasi 4’ a ritrovare la via del canestro, esegue Deck dall’arco, aprendo la porta ad un vero e proprio supplementare nei tempi regolamentari.
Manresa accetta la sfida punto a punto, subisce il sorpasso ad opera di Llull che trasforma il gioco da 3 punti del 65-66, ma rimette il naso avanti quando Thomasson punisce l’ingenuità di Rudy Fernández facendo bottino pieno dei 3 liberi ottenuti.
Agli ultimi 2’ di gioco si arriva con il Real avanti 72-73, un gioco da 3 punti di Deck riporta per la prima volta un vantaggio di due possessi. È la giocata chiave: Moneke e Francisco sbagliano nel momento decisivo, con tanto di instant replay a vanificare il rimbalzo offensivo ottenuto dopo la stoppata di Tavares che, successivamente, mette due liberi dal sapore della sentenza che Causeur firma in calce con la tripla della staffa. La schiacciata di Yabusele è solo la ciliegina sulla torta.
Real Madrid batte Manresa 74-83 e vola in semifinale.
BITCI BASKONIA – VALENCIA BASKET 82-89
Come in campionato, tanto per essere coerenti. Blitz che va per blitz che viene.
Valencia riscatta la sconfitta interna in gara 1 dominando sotto le plance con il cubano Jasiel Rivero, autore di 27 punti e 5 palle recuperate. Prestazione a tutto tondo per il lungo ex Burgos: vero che è assente a rimbalzo, ma segna da qualsiasi posizione, fatturando 9/12 dal campo, con due triple a referto su 3 tentativi.
Spahija, privo di Sedekerskis e Kurucs, paga le rotazioni troppo ristrette che portano ad errori di stanchezza di giocatori come Baldwin (1/5 da 3); lo sforzo limita anche un Fontecchio (14 per lui) partito bene, ma spentosi alla distanza. Solo Peters (18+9r) riesce a mantenere fino in fondo un barlume di lucidità, ma non basta.
Buona parte delle energie baskoniste viene utilizzata nel primo quarto: intensità difensiva e transizioni rapide valgono il primo allungo dei padroni di casa (15-6) in cui Fontecchio si distingue anche nella propria metà campo, riuscendo a limitare Van Rossom ed Hermansson.
Peñarroya capisce l’andazzo ed apre le rotazioni: appare, così, anche la doppia dimensione di Rivero, mortifero dal perimetro, ad aprire le maglie difensive avversarie ed a favorire la regia di Hermansson. Al 10’ regna un sostanziale equilibrio, 21-20 Baskonia.
Il secondo periodo si contraddistingue sia per una maggior fluidità taronja nella lettura dei cambi sistematici di Spahija, sia per le scintille tra giocatori tipiche di un playoff.
Valencia si prende il comando con un parziale di 7-0, poi deve resistere alla riscossa di Peters affidandosi ad un indiavolato Rivero che permette agli ospiti di volare anche in doppia cifra di vantaggio.
La prevedibile reazione del Baskonia porta a dimezzare lo svantaggio con Baldwin che mette Rivero sul lato perdente del poster ed infiamma il Buesa Arena, ma Valencia non perde lucidità e va negli spogliatoi avanti nel punteggio (41-46).
Il Baskonia ci mette grinta e caparbietà, Valencia replica con la giusta freddezza. Giedraitis e Fontecchio colgono il bersaglio grosso, ma l’azzurro si vede anche fischiare contro un fallo tecnico che lo costringe a tornare in panchina.
Gli ospiti non lasciano passare l’occasione e tornano sul +10 con la tripla di Hanlan (49-59). Da lì è un elastico, al 30’ Baldwin ha accorciato solo fino al -8 (59-67).
Nel quarto periodo Valencia gioca in controllo: la superiorità fisica degli uomini di Peñarroya obbliga i padroni di casa a cercare con insistenza la soluzione da lontano, anche con una discreta precisione, ma a metà degli ultimi 10’ Dubljevic firma il massimo vantaggio taronja (67-78).
L’ultima speranza baskonista è Jayson Granger, ultimo ad arrendersi con 8 punti consecutivi, ma Van Rossom ed Hermansson firmano il finale con due canestri pesanti come un macigno.
82-89 alla sirena, si torna alla Fonteta per la bella, appuntamento fissato per lunedì alle 21.
Elio De Falco