Un’annata destinata a rimanere nella storia della Pallacanestro Varese. I motivi sono molteplici, da quelli in campo a quelli extra campo. I playoff conquistati sul parquet di Masnago e revocati da una penalizzazione che lascia ancora tante perplessità non possono però cancellare quanto di buono fatto dalla squadra di coach Brase. Al suo primo anno da capo allenatore, l’uomo fidato di Arcieri e Scola ha rinnovato e sfoderato una pallacanestro esplosiva, divertente, fatta di veloci ripartenze, tiri dalla lunga, lunghissima distanza e della ricerca assidua anche dell’1vs1 e del tabellone. Varese ha viaggiato sulle ali dell’entusiasmo, seguita in tutti i campi dai suoi incredibili tifosi, autori di addirittura 11 sold out di fila in una stagione che riporta entusiasmo e soprattutto un progetto dentro e fuori dal campo. Una stagione da 8 in pagella.

L’MVP della regular season dei biancorossi coincide con quello del campionato: Colbey Ross ha visto infatti recapitarsi qualche giorno fa il premio di MVP della stagione. Alla sua prima apparizione in campionato, il play americano scommessa di Arcieri e Scola ha dimostrato di viaggiare su numeri impressionanti, mettendo a referto nell’ultima giornata in casa con Scafati, decisiva per la salvezza, addirittura una tripla doppia.                   È stato il giocatore moderno e totale di cui Varese aveva bisogno per rinascere definitivamente e porre le basi per il futuro. Futuro che comunque lascia l’incognita proprio sulla presenza o meno del suo MVP: Ross ha estimatori ovunque e trattenerlo sarà difficile. D’altronde la sua è stata una stagione da 10 e lode.

Oltre a Ross è impossibile non citare Brown e Johnson. Il primo è stato anche inserito fra i migliori difensori della Lega, dovendosi poi arrendere ad uno straordinario Petrucelli, vero e proprio muro della Leonessa Brescia. Le partite di Brown erano piacere puro per gli occhi, con la guardia statunitense che sapeva perfettamente bilanciare prestazioni offensive di ottimo calibro a difese energiche che animavano i tifosi e i suoi stessi compagni. Johnson è stato per larghi tratti l’arma in più dalla lunga distanza e soprattutto a livello di leadership. Era sicuramente l’uomo più atteso a bocce ferme, considerando di essere il giocatore più pèagato in rosa e quello più navigato. Ha ampiamente rispettato queste aspettative, con una media di 15 punti a partita. Lui e Brown sicuramente sono stati i due giocatori più positivi di questa stagione. E ad entrambi il 7 e mezzo non glielo toglie nessuno.

Riguardo a quelli negativi sicuramente va menzionato Caruso. Va contestualizzato il senso, ossia che il centro italiano, ancora giovanissimo e alla prima vera stagione in cui aveva un ruolo da effettivo protagonista, per le qualità che ha, avrebbe potuto fare di più. I suoi career high con Scafati (23) e con Milano (19) ci hanno dimostrato come Guglielmo sappia perfettamente giocare partite di grande importanza. La continuità però è stata fatale, soprattutto poi quando è salito in cattedra Owens, che stabilmente si è preso il suo posto, visto anche il fatto che Tariq rispecchia perfettamente il tipo di gioco che Brase vuole e propone. Un altro giocatore che non si è quasi per niente distinto è stato De Nicolao, che paradossalmente aveva fatto meglio la stagione precedente. Il cuore lo ha sempre gettato oltre l’ostacolo ma non è mai realmente bastato. Ora: con le diverse sirene anche per lui di allontanamento da questa città, bisogna capire se ciò abbia influito o meno sulle sue prestazioni. Comunque, per entrambi è stata un’annata al di sotto delle aspettative che ci si era fatti, considerando anche il fatto che loro compongono il gruppo di italiani su cui si è puntato molto.

I momenti clou della stagione di Varese sono moltissimi in realtà. Diciamo che sicuramente la vittoria su Pesaro è stato il momento più spettacolare e alto della stagione, ma non esclude gli altri. Contro Repesa la squadra di Brase aveva dimostrato nettamente di essere superiore ad una diretta rivale per i playoff e aveva messo un mattoncino fondamentale per la conquista delle prime otto posizioni. Poi sappiamo tutti quello che è successo.

Voti in generale a giocatori e coach: Johnson J. 7.5; Brown M. 7.5; Ross C. 10 e lode; Woldetensae A. 6.5; De Nicolao 5; Caruso G. 5.5; Reyes J. 6; Ferrero G. 6; Librizzi M. 6; Owens T. 6.5, Virginio N. SV;

La programmazione per la prossima stagione è ovviamente partita con due obiettivi principali: il primo è il rinnovo di Brown e il secondo è quello di trattenere Ross. Se per il primo sembrano esserci margini più importanti, per il secondo le prospettive dell’approdo in un top club sono alte. Arcieri e Scola sicuramente non si faranno trovare impreparati, con il primo che ha anche vinto il premio di miglior dirigente dell’anno. Sarà una programmazione fondamentale per riprovare la scalata playoff, tentando di confermare il più possibile il blocco degli americani di quest’anno. Il resto è un sogno che i tifosi di Varese vogliono tornare a vivere dopo oltre dieci anni. E il contesto storico, ad oggi, pare essere quello perfetto.

 

Antonio Catalano