Proseguiamo nel nostro percorso di avvicinamento alle LBA Finals 2023. Ieri vi avevamo portato il contributo di Dino Meneghin, volto riconosciutissimo in chiave Olimpia Milano. Oggi invece andiamo con un uomo ed ex giocatore Virtus Bologna: Renato Villalta. L’ex ala/centro ha fatto la storia delle V Nere, è uno dei giocatori più rappresentativi e vincenti. La sua permanenza in bianconero è stata dal 1976 al 1989 in cui ha sollevato al cielo 3 scudetti e 2 coppe Italia. 

Milano-Virtus Bologna, terzo atto: il momento della verità. Come arrivano le due squadra a queste Finals? 

“È una finale prevista e pronosticata da tanto tempo ormai. Mi verrebbe da dire già da prima che iniziasse il campionato. E mi sento anche di pronosticare che Milano e Virtus saranno le finali anche della prossima stagione. Detto ciò, le squadre arrivano riposate perché hanno vinto in tre partite le semifinali e soprattutto perché non hanno dovuto affrontare impegni europei nell’ultimo periodo. Di conseguenza, entrambe, si presentano a questa finale con i massimi e migliori propositi possibili”. 

Arrivati a questo punto c’è una favorita alla vittoria finale?

“La risposta è banalissima: chi segnerà un canestro in più (ride n.d.r.)! Scherzi a parte, è difficile trovare una favorita perché sono due squadre che sono complete in ogni ruolo e parte. Anzi, entrambe lasciano fuori dalle rotazioni signori giocatori. Il fattore campo potrebbe influire, ma abbiamo visto quanto le finali siano imprevedibili anche da questo punto di vista”.

Quali possono essere le chiavi del successo di una o dell’altra?

“Devono applicare le complete potenzialità a disposizione di ogni roster. Milano è molto forte nel gioco difensivo, ha un’ottima organizzazione e penso che possa essere questa la chiave per l’Olimpia. In Virtus, invece, c’è maggiore attenzione offensiva. Se in giornata, la Segafredo può trovare veramente tantissimi interpreti ed elementi in grado di segnare in qualsiasi maniera.
Dal mio punto di vista sono questi gli aspetti di maggiore prevalenza”. 

Sulla nostra rivista, tra poco in edicola, abbiamo posto l’attenzione al duello tutto talento ed estro tra Milos Teoodisc e Shabazz Napier. Secondo lei quale potrà essere la sfida nella sfida di questa finale? 

“Io dico invece Shengelia contro Melli. Perché sono due giocatori importantissimi, due fari per ambo le squadre. Giocano in maniera eccellente sia sotto canestro che fuori area. Toccano molti palloni e quindi spesso protagonisti del gioco. Nell’economia della serie credo quindi che questo sarà il duello più interessante”. 

Una sfida certa però sarà quella tra i due campioni in panchina… 

“Sono due allenatori fortissimi con alle spalle un’esperienza incredibile. Credo che prevarrà chi avrà la genialità di mettere in campo l’elemento a sorpresa. Entrambi dovranno capire le chiavi della partita durante la partita, chi lo farà prima e meglio probabilmente prevarrà. Ad ogni modo sono due allenatori formidabili che sanno sfruttare al meglio le occasioni che si presenteranno”. 

Nei giorni scorsi, il presidente della VL Pesaro, Ario Costa, ha dichiarato che il duopolio Milano-Virtus influenza negativamente tutto il movimento. Lei cosa ne pensa? 

“Sono d’accordo in parte. Da un lato il monopolio o il duopolio può “far male”, ma dal mio punto di vista è tutta una questione di rivisitazione delle regole. Bisogna guardare a più ampio raggio. Non si investe più nei settori giovanili, nessuna squadra di alto livello ci investe più. Perché? Come fanno a crescere e venire fuori giovani che si possono poi imporre in prima squadra? Invece ci si sofferma solo su regole che impongono lo schieramento di un determinato numero di giocatori italiani.
Perciò io credo che vadano cambiate le regole a fondo… partendo dai settori giovanili e magari obbligando i club ad investire una parte del budget sullo sviluppo dei giovani”.      

Eugenio Petrillo