Sassari banchetta nel match del pranzo domenicale. Al PalaSerradimigni la Dinamo batte la Virtus Bologna per 93-88, facendo così un bel due su due nei match casalinghi con le potenze europee Bologna e Milano.
Una partita che è andata a strappi, fatta di parziali e contro parziali, ma alla fine decisa dal cinismo e dalla fame (e l’orario lo consente) dei sardi di portare a casa una vittoria chiave. Nel finale è successo di tutto e di più. Sassari sembrava in controllo, poi nell’ultimo minuto il pandemonio: Belinelli accorcia sul -3, Diop commette un fallo antisportivo di reazione, la Segafredo non capitozza dalla lunetta. Poi Belinelli subisce fallo da 3 punti e riporta la Virtus sotto di 1 a 30 secondi dalla fine. Lundberg pesta la linea di fondo sulla rimessa e gli viene fischiato il tecnico. Jefferson segna il libero e la tripla impossibile e decisiva del +5.
Questi per la squadra di Markovic sono due punti fondamentali per la classifica perché la allontana dalla zona retrocessione e la riavvicina al gruppone che lotta per un posto nei playoff.
Sin dai primi minuti la Dinamo aveva dato buone impressioni. Una squadra entrata in campo bene con l’atteggiamento e la faccia giusta. Sassari ha imposto a lungo il proprio ritmo di gioco e non si è disunita nel momento di maggiore difficoltà. In quel terzo quarto in cui la Virtus aveva trovato il +5 (65-60) e tutta l’inerzia. La Segafredo infatti nel primo tempo aveva toccato persino il -13, ma tra fine del secondo quarto e inizio del terzo aveva ripreso in mano la gara. Gara che però gli uomini di Banchi (senza Shengelia e Dobric per infortunio e scelta tecnica) non hanno saputo agguantare e farla propria.
Sassari vince grazie ai 29 punti di Brandon Jefferson, ai 17 di Breein Tyree ed ai 14 di Alfonzo Mckinnie.
Non bastano alla Virtus i 21 punti di Marco Belinelli, gli 11 di Daniel Hackett, gli 11 di Achille Polonara e gli 11 di Iffe Lundberg. 

La cronaca 

Il ritmo in avvio di gara è forsennato. Si corre tantissimo, il gioco non si ferma mai e le percentuali tiro sono altissime: dopo 8’ Sassari conduce 22-19.
Il primo quarto si conclude sul 27-25 in favore della Dinamo.
I padroni di casa comincia molto il secondo quarto e trovano subito un parzialino di 4-0 che costringe Banchi a chiamare il timeout sul 31-25. La Segafredo non riesce ad essere pericoloso in attacco, mentre i sardi colpiscono a ripetizione. Dalla lunetta Gentile regala ai suoi la prima doppia cifra di vantaggio sul 40-29. I felsinei dopo aver toccato il -13, prima dell’intervallo accorciano e negli spogliatoi per la pausa lunga ci vanno sotto solo di 4 lunghezze sul 44-40 con un parziale di 11-2.
Il rientro dagli spogliatoi è convincente per la Virtus. Hackett, Polonara, Belinelli e Dunston danno subito la scossa. La Virtus prima impatta e poi mette il naso davanti sul 57-55 a 4.30 alla fine del terzo quarto che poi diventa 60-55 un giro di lancette dopo.
Quando le V Nere sembravano in controllo, si risveglia la Dinamo. Jefferson si mette in proprio e regala ai suoi un parziale di 10-0: 65-60 Sassari al 28’. Al 30’ i padroni di casa sono avanti 65-62.
Ad inizio quarto periodo, Sassari è cinica dalla lunga distanza. I sardi colpiscono con maggiore precisione e si permettono di iniziare gli ultimi 3 minuti di gara in vantaggio sull’80-74.
Nel finale succede di tutto e di più. Sassari che non la chiude, ma allo stesso la Virtus che non la riagguanta. Sassari alla fine si impone 93-88. 

QUI le statistiche complete del match 

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Tyree, foto Ciamillo-Castoria