C’era una volta il ‘silver team’ con Dražen Petrović, Toni Kukoč, Dino Rađa, Stojko Vranković, Žan Tabak, Velimir Perasović ed Arijan Komazec, che allenato da Petar Skansi è arrivato sino alla finale delle Olimpiadi del 1992, sconfitto solamente dalla corazzata statunitense di Michael Jordan, Magic Johnson e Shaquille O’Neal.

I tempi, per la Croazia, sono cambiati diametralmente, tanto che per la prima volta nella sua storia la rappresentativa croata non parteciperà ad una fase finale degli Europei, eliminata da Francia e Bosnia Erzegovina nel gruppo E delle qualificazioni ad Eurobasket.

FOCUS BM / TANTI AUGURI, JAZINE! NEL TEMPIO DEL BASKET L’INCONTRO DECISIVO PER LA CROAZIA AD EUROBASKET – DI MATTEO CAZZULANI

La storicità della disfatta ha portato ad una riflessione seria, come prevedibile in un paese che tanto ha dato allo sviluppo della pallacanestro mondiale, basti pensare a Krešimir Ćosić e Pino Giergia, ma anche al professor Enzo Sovitti e Mirko Novosel, due padri del basket jugoslavo (assieme al professor Aza Nikolić e a Ranko Žeravica).

Una disfatta su tutta la linea

Non solo la ‘nazionale A’ è rimasta fuori da Eurobasket. In Croazia, infatti, tutte le categorie delle rappresentative sono state retrocesse. Di conseguenza, la Croazia si trova esclusa dall’élite del basket europeo in ogni fascia d’età.

“È una pagina nuova nella storia della nostra pallacanestro” ha commentato sui X Miroslav Nađ, il ‘mago’ delle statistiche della Lega ABA.

“Reset” ha invece titolato lo Sportski Kod sulla sua pagina Facebook, dando un chiaro segnale di quanto un cambiamento sia necessario.

In bilico la posizione del selezionatore

A finire nell’occhio del ciclone è in primis il selezionatore della nazionale A, Josip Sesar, ritenuto responsabile di un’eliminazione che, al netto della sconfitta casalinga con la Francia di ieri (80:83), è maturata nella finestra di novembre.

È stato allora che la Croazia si è fatta rimontare e superare nella differenza canestri da una Bosnia Erzegovina maggiormente motivata, in un doppio confronto che la compagine allenata da Adis Bećiragić ha ribaltato a Sarajevo (110:90) dopo essere stata sonoramente sconfitta a Zagabria (89:76) tre giorni prima.

“La federabasket nazionale deciderà sul futuro. Del resto, è la federazione che mi ha chiamato alla guida della nazionale” è stato il commento di coach Sesar in sala stampa al termine della partita persa con la Francia, il cui epilogo è stato caratterizzato da un coro che un palasport di Jazine esaurito in ogni ordine di posto ha tributato a Danijel Jusup.

Ipotesi Danijel Jusup e Dario Gjergja

È proprio l’allenatore classe 1961, attualmente alla guida dello Zadar, dove ha vinto due scudetti ed una Coppa Krešimir Ćosić nelle ultime due stagioni, riportando altresì la compagine Dalmata ai playoff di Lega ABA, il maggiore indiziato alla successione a Sesar, qualora ovviamente la federabasket croata optasse per un cambio alla guida della nazionale.

Allenatore navigato, capace di vincere una Lega ABA nel 2003 sempre con lo Zadar, Jusup è stato un ‘pioniere’ della pallacanestro moderna, proponendo un basket veloce, perimetrale e difensivamente rigoroso nel contempo ventidue anni prima del fenomeno ‘logo’ dei Golden State Warriors di Steve Kerr e Steph Curry.

A contendere la nomination alla guida della nazionale vi è un altro allenatore nativo di Zara, Dario Gjergja, fresco della sesta qualificazione ad Eurobasket consecutiva con il Belgio. È proprio l’impegno con la nazionale belga, tuttavia, a porre un interrogativo sulla disponibilità di Gjergja, vincitore degli ultimi tredici (13) titoli nazionali di Belgio alla guida del Filou di Ostenda.

Le altre opzioni

Al netto del ballottaggio tra Jusup e Gjergja, ad oggi totalmente relegato al campo delle ipotesi, la Croazia, sul piano dell’allenatore, ha molto altro da offrire, a partire da profili dalla grande esperienza e dall’indubbio spessore come Neven Spahija, Jasmin Repeša e Velimir Perasović.

Altresì, la Croazia potrebbe valutare coach che stanno facendo molto bene a livello europeo, come Žan Tabak, Marko Barać e Srđan Subotić, senza tralasciare giovani di assoluto interesse come Dino Repeša e Stipe Modrić.

Oltre alla posizione dell’allenatore della nazionale maggiore, mutamenti sono attesi anche in seno ad una federabasket che, negli ultimi anni, ha mancato tutti gli obiettivi che si era prefissata di raggiungere.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Josip Sesar. Credits: FIBA