FOTO: Toni Katic (via FIBA)

di Diego Scalas

Il Bakken Bears ribalta il pronostico e annichilisce la Dinamo, finisce 71-93 per la prima storica vittoria europea dei danesi. Per la squadra sarda passaggio del turno ancora da conquistare: basterà una vittoria nelle prossime due partite. 

Prima partita del girone di ritorno per la Dinamo in BCL e tonfo inaspettato: non riuscendo a replicare la vittoria ottenuta ad Aarhus il 18 novembre contro i modesti ma volenterosi danesi, ed in concomitanza con la batosta rifilata dall’Iberostar Tenerife al Galatasaray 24 ore prima, la squadra del presidente Sardara rimane a 7 punti assieme agli spagnoli rimanendo comunque a distanza sia dai turchi che dagli stessi danesi affrontati in questo turno, fermi entrambi 5 punti frutto di una vittoria su 4 partite giocate (il sistema della Champions League assegna un punto in caso di partita persa e 2 in caso di vittoria).

La Dinamo parte con un quintetto inedito formato da Spissu, Gentile, Treier, Bendzius e Bilan, mentre coach Wich risponde mandando in campo Peterson, Evans, Jukic, Ongwae e Diouf.

I primi due punti sono come di consuetudine ultimamente a firma Bendzius, con un elegante fade-away dopo un insolito avvicinamento a canestro, così come insolito è il secondo canestro della gara siglato da Bilan in contropiede.
Momento brillante per Bendzius a metà quarto: 11 punti nei primi 18 con due triple, una stoppata da dietro sul play Peterson ed una schiacciata di potenza dopo un’ottima azione corale sviluppata per battere il pressing avversario a tutto campo. Per i danesi buono l’impatto sulla gara di Stephens, ex Cagliari Dinamo Academy, che porta energia in difesa e rimbalzi anche in attacco, nonostante la zona 2-3 proposta dagli uomini in maglia blu e verde quando gli avversari attaccano dopo una rimessa o un canestro subito.
I cambi durante il quarto di coach Pozzecco risultano comunque efficaci ed il Banco scappa sino al più 13, per poi chiudere i primi 10’ sul 29-19. 

Di contro, con l’inizio della seconda frazione iniziano i problemi in casa Dinamo: ottima partenza dei danesi, con un parziale di 11-0 che li riporta sino al -2 ed obbliga coach Pozzecco a spendere il suo primo timeout.
Ci vuole il rientro in campo del solito Bendzius per bloccare un periodo di rottura prolungata col canestro da parte dei sardi durato 4 minuti abbondanti; il lituano ruba un pallone a Jukic che consente ai suoi di scappare in contropiede ed a Stefano Gentile di concludere dall’angolo dietro l’arco dei 6,75m dopo una bella circolazione di palla. Che ci sia qualcosa che non va però diventa evidente quando a 2’20” dalla fine quando Spissu non marcato si palleggia sui piedi da solo regalando la palla agli avversari e successivamente subisce passivamente il canestro del pareggio da parte di Peterson. Danesi che poi addirittura mettono la testa avanti con Ongwae dalla lunga distanza prima del libero di Peterson comminato per un tecnico a Pozzecco; falli tecnici che si pareggiano quando ne viene fischiato uno ad Ongwae, convertito da Spissu, ma i sassaresi non riescono a sfruttare il crescente nervosismo degli ospiti e vanno negli spogliatoi sotto 37-41, facendo registrare il minimo stagionale di punti segnati in un quarto, solo 8.

Pozzecco dopo l’intervallo rimette in campo i suoi pretoriani e l’inizio è promettente, con il pareggio che arriva in meno di 60” nonostante delle trame un po’ confusionarie, ma un contro break di 6 punti da parte dei Bakken Bears obbliga nuovamente Pozzecco a chiamare un timeout dopo nemmeno 3’ di gioco: ciò che preoccupa maggiormente però è il chiaro deficit dei giocatori sardi di costruire azioni degne di tal nome, con gli esterni della Dinamo che non riescono a rendere in maniera sufficiente e con la difesa che di conseguenza sbanda in maniera notevole, consentendo ai danesi di prendere tiri comodi che vengono convertiti con buona frequenza e facendoli volare ad un impreventivabile +13 sul 55-68. Dopo un canestro ad alto coefficiente di difficoltà di Burnell il terzo quarto si chiude sul 57-68, con gli ospiti che sovrastano i padroni di casa alla voce rimbalzi, facendo registrare un notevole 39-26 di cui ben 20 rubati sotto la plancia avversaria.
Timeout di coach Wich dopo 2’ dall’inizio del quarto periodo, ma la Dinamo continua a sembrare l’ombra di se stessa e rosicchia un solo punto ai danesi in questo lasso di tempo. Tempo che scorre sempre più veloce verso la fine della contesa ed il Banco di Sardegna anziché recuperare scivola sempre più verso la sconfitta: la schiacciata in alley oop di Stephens che vale il -18 a 4’ dalla fine suona molto di sentenza, soprattutto se messo in concomitanza con l’incapacità dei giocatori sassaresi di trovare nuovamente la confidenza col canestro. Partita che infatti scivola mestamente verso la fine tra tanti tiri della Dinamo sbagliati (25/68 dall’arco) ed altrettanti rimbalzi concessi agli avversari (54, di cui 26 difensivi e ben 28 offensivi), ed il -22 finale altro non è che lo specchio del momento horribilis vissuto dagli uomini di Pozzecco durante tutta partita, escludendo i primi illusori 10’. 

QUI le statistiche della partita