Leonardo Candi, giovane capitano della Unahotels Pallacanestro Reggiana, si è raccontato ai microfoni di Basket Magazine. Il playmaker bolognese classe 1997 cresciuto nel settore giovanile della Fortitudo, di cui è tifoso sin da bambino, è stato nominato capitano all’inizio della stagione 2020-21, e si sta sicuramente dimostrando uno dei migliori giovani azzurri del nostro campionato. Nonostante i suoi 23 anni, infatti, Leonardo Candi sta giocando con una maturità e un’umiltà impressionante, e senza dubbio sta aiutando la propria squadra a rimanere nella parte alta della classifica della LBA.
Oltre ad essere una guida in campo, però, il giovane capitano sta provando ad esserlo anche fuori, soprattutto in una stagione difficile come questa, in cui l’intero organico della Reggiana ha già contratto il virus ed è dovuto restare a lungo lontano dai campi. Per tale ragione Leonardo Candi ha raccontato di come cerchi di vivere questa stagione giorno per giorno senza porsi obiettivi a lungo termine, di come tenti di concentrarsi sui propri compagni, con cui dice di avere un bellissimo rapporto, e sugli allenamenti con il nuovo allenatore Antimo Martino. Leonardo Candi, numero 7 della Unahotels, poi, ha parlato anche della sua recente esclusione dai 12 convocati per le due gare di qualificazione a Eurobasket 2022 contro Macedonia del Nord e Russia. Un’esclusione che, pur avendo lasciato l’amaro in bocca all’azzurro, non sembra averlo impensierito troppo, e al contrario pare averlo stimolato ancora di più a lavorare su sé stesso.

Come sta andando la stagione della Pallacanestro Reggiana?

“Sicuramente è una stagione particolare, perché da un lato ci sono un sacco di partite rimandate e posticipate, e dall’altro tante partite da giocare in pochi giorni. Alla fine è come giocare sia in LBA che in un campionato europeo! Per il resto, però, la situazione è decisamente difficile perché c’è sempre il rischio di ammalarsi… e noi della Reggiana lo sappiamo bene, visto che abbiamo già contratto tutti, ma proprio tutti, il virus. Ci ricordiamo bene di come sia stato faticoso fermarsi, stare fuori un mese, ritornare e cercare di riprendere ritmo. Sebbene le prime due settimane siano state molto dure, però, adesso ci stiamo riprendendo sempre di più e guardiamo avanti. Sarà difficile continuare a giocare senza pubblico, visto che siamo tutti abituati a vedere i palazzetti pieni, ma al momento possiamo solo aspettare e continuare a lavorare sodo.”

Quali sono i vostri, e i suoi, obiettivi per la stagione?

“Io sono un tipo che cerca sempre di vivere alla giornata e di non andare mai troppo in là con la mente. Penso sia importante vivere la vita giorno per giorno e, nel caso della pallacanestro, partita per partita. Quindi al momento sto già pensando alla nostra prossima avversaria di campionato. Per quanto riguarda gli obiettivi di squadra, cercheremo senz’altro di dare il massimo e di raggiungere il miglior risultato possibile.”

È deluso per l’esclusione dai 12 di Meo Sacchetti? 

“Sicuramente sono rimasto deluso e amareggiato. Del resto quando vieni convocato sei al settimo cielo, e quindi è logico che quando successivamente vieni escluso ti puoi sentire un po’ giù. Dopo l’iniziale delusione, però, ho capito che alla fine l’esclusione sarà solo uno stimolo in più. Sia per lavorare con più energia con la Reggiana, sia per impegnarmi con più costanza a raggiungere il traguardo della nazionale. Un traguardo per cui mi sono già messo al lavoro.”

È difficile essere, a soli 23 anni, il capitano di una squadra di LBA? 

“Di sicuro è un ruolo importante che mi rende molto orgoglioso. Un ruolo che ovviamente all’inizio può spaventare. Però se pensi sia troppo gravoso poi ti vai a impantanare in situazioni difficili, e quindi io cerco ogni giorno di vivermela serenamente e di mettere in pratica quello che mi hanno insegnato i miei ex capitani. Per questo motivo, che sia un allenamento o una partita, cerco sempre di dare l’esempio ai miei compagni, e di trasmettere loro la profonda passione che nutro nei confronti della pallacanestro.”

Che aria si respira all’interno dello spogliatoio della Reggiana?

“Bellissima. Il nostro gruppo si è trovato bene fin dall’inizio e ha dimostrato subito unità, compattezza e una buona alchimia. È un gruppo in cui i nuovi arrivati si sono sentiti subito a casa, e dove tutti si trovano bene. In un ambiente del genere è sicuramente più facile allenarsi, lavorare e crescere.”

Com’è il suo rapporto con il nuovo Coach  Antimo Martino?

“L’allenatore è stato chiaro sin dall’inizio con me, su quella che era la sua mentalità e il suo modo di fare,  e con lui mi sono trovato subito a mio agio. Per questo motivo cerco ogni giorno di ripagare la fiducia che ha riposto in me e dare sempre il massimo.  Come è solito ricordare ad ogni allenamento il coach, infatti, “dobbiamo continuare a lavorare a testa bassa e non accontentarci mai”.”

C’è stato un giocatore, un allenatore o un personaggio che ha influito maggiormente sul suo gioco e sulla sua crescita?

“Per quanto riguarda i giocatori, da piccolo i miei idoli erano Gianluca Basile, Gianmarco Pozzecco e Milos Vujanic, che andavo sempre a vedere al PalaDozza, ad ogni partita della Fortitudo. Avevo anche i loro poster nella mia cameretta. Per quanto riguarda gli allenatori,  invece, ne ho avuti tantissimi, e ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa. Li ringrazio tutti, perché è anche grazie a loro se sono arrivato a questi livelli e sono diventato il giocatore, e la persona, che sono oggi”. 

Pier Paolo Polimeno