Per capire lo Zadar della stagione 2025/26 vi sono tre certezze. La prima è che ogni partita punto a punto ha fortissime probabilità di essere persa, come già accaduto in cinque occasioni nel corso dell’attuale annata sportiva. La seconda è che lo Zadar di quest’anno è imprevedibile. Pur non giocando una pallacanestro bella da vedere, la compagine dalmata è capace di svegliarsi all’improvviso e chiudere partite cruciali in una manciata di minuti, proprio come accaduto in occasione dello scontro al vertice di Premijer Liga con lo Split (82:67).

È bastato infatti un parziale di 16:3 realizzato ad inizio ultimo periodo per consentire allo Zadar di cambiare drasticamente i connotati di un incontro che, prima di allora, aveva assunto una situazione punto a punto dopo un iniziale vantaggio sul terreno di gioco esercitato dagli ospiti, che i padroni di casa biancoblu hanno infine ribaltato chiudendo la contesa nei primi minuti di gioco della frazione di gioco conclusiva.

Malgrado le apparenze, Zara non ha cucinato a fuoco lento lo Split, ma lo ha abbrustolito in un colpo solo, con la difesa a rendersi ancora più solida che nei minuti precedenti della partita, e la fase realizzativa finalmente a sbloccarsi. Nello specifico, l’intensità difensiva dei padroni di casa biancoblu ha tolto certezze ad una compagine, Spalato, che era già di per sé in profonda confusione.

Dando uno sguardo alle statistiche, nel quarto periodo lo Zadar ha tenuto lo Split ad un 33% da tre tirando col 75% dalla lunga distanza. Sotto le plance, sempre nel corso della quarta frazione di gioco, i biancoblu hanno catturato 12 rimbalzi lasciandone 0 (zero) agli ospiti in giallonero.

I violini di una sinfonia concreta

Buono, per la compagine di coach Danijel Jusup, è stato il contributo di tutti quegli atleti sui quali l’allenatore zaratino intende fare affidamento per confermarsi campione di Croazia per la quarta stagione consecutiva, tentare l’assalto alla Coppa Krešimir Ćosić, e centrare l’obiettivo salvezza in Lega adriatica, nella quale lo Zadar, classifica alla mano, è diretto avversario dello Split, oltre che di Krka, Borac, Ilirija ed Estudiantes Podgorica.

Vladimir Mihailović, autore di 24 punti, 6 assist e 26 di valutazione, è il primo violino di uno Zadar che dalla guardia montenegrina non può assolutamente prescindere. Positiva è stata anche la prova di Boris Tišma, che sta riuscendo piano piano a farsi carico delle responsabilità che, nella scorsa stagione, erano di Tyler Wahl. Uno dei tanti ex della partita, Tišma ha chiuso con 15 punti, 9 rimbalzi e 20 di valutazione.

Da buon capitano, Marko Ramljak ha inoltre preso in mano la squadra nei momenti di difficoltà, mentre Karlo Žganec è rientrato da un infortunio stoppando, passando la palla e segnando a sua volta. Lovro Mazalin, che in Lega adriatica sta avendo numeri importanti, e Borna Kapusta, regista realizzatore incaricato di coadiuvare Vladimir Mihailović, hanno fatto anch’essi il proprio.

Il calore del leggendario Jazine

La terza certezza dello Zadar, non solo nella stagione in corso, ma sempre, è il pubblico, in particolare i Tornado, gli ultras della compagine zaratina, e più precisamente lo Jazine, il leggendario tempio della pallacanestro d’Europa nel quale, per via dell’indisponibilità della Krešimir Ćosić Arena, lo scontro diretto per il primo posto in Premijer Liga ha avuto luogo.

È stato proprio allo Jazine che Krešimir Ćosić, Pino Giergia, Petar e Marko Popović, Stojko Vranković, Michael Meeks, Aramis Naglić, Todor Gečevski, Juby Johnson e Rok Stipčević, allenati dal professor Enzo Sovitti, Vlade Đurović, Rudolf Jugo, Danijel Jusup ed Aco Petrović, hanno scritto pagine storiche della pallacanestro zaratina ed europea.

Il calore dei Tornado allo Jazine è stato un fattore che ha riportato alla mente il periodo in cui, agli inizi anni Duemila, il leggendario palasport permetteva allo Zadar di confermarsi cliente fisso nelle finali di Premijer Liga, di insidiare le ‘grandi’ in Lega adriatica, e di dire la propria anche nelle coppe europee: un ambito nel quale Zara merita un domani di ritornare.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Boris Tišma dello Zadar. Credits: KK Zadar / Zvonko Kucelin