Fuori Caroline, positivo all’ultimo momento anche capitan Forray.

Se le premesse, nonostante l’assenza del miglior giocatore avversario, non erano le migliori, lo sviluppo ha dimostrato tutt’altro.

La Dolomiti Energia domina una Napoli fragile, disastrosa nel secondo quarto e svegliatasi troppo tardi.

Prestazione di squadra e di maturità della formazione di Lele Molin, brava a trovare volta per volta il giocatore più caldo.

Menzione di merito per Cam Reyolds, bravo a non farsi condizionare dai due falli commessi anzitempo.

LA CRONACA

Primo quarto che vede Trento colpire per prima: Johnathan Williams scherza Lynch più volte, Mezzanotte colpisce dalla lunga distanza ed è subito 7-0.

Napoli risente dell’assenza di Jason Rich, fatica maledettamente a trovare il canestro e la Dolomiti Energia vola subito sul +20 (15-5).

Gli ospiti hanno una reazione quando riescono a giocare di squadra: McDuffie e Parks spingono la GeVi con il parziale di 9-0 che regala il pareggio.

Trento si riscatta, però, con Bradford che trova i liberi del 22-20 che conclude la prima frazione.

La Dolomiti Energia scava il solco nel secondo quarto, ennesimo giocato pessimamente dagli ospiti.

La GeVi concede troppo nel proprio pitturato e Lynch viene presto accantonato in favore di Zerini, tuttavia i buoi sono già scappati al seguito di Bradford e Williams, con Saunders che inventa canestri di spettacolare fattura e Reynolds che rientra in campo senza farsi condizionare dai due prematuri falli commessi.

Di contro, i partenopei non riescono ad imbastire azioni ragionate, ripiegando troppo spesso su un pick’n roll centrale che Pargo prova a concludere senza successo con il tiro pesante.

Il divario si amplia, così, fino al +18, una timida reazione di Parks permette alla GeVi di accorciare, prima che Saunders ne inventi un’altra con il fallo per il 48-32 che chiude la prima frazione di gioco.

Al rientro dagli spogliatoi gli ospiti provano a stringere le maglie difensive, tuttavia il loro sforzo non viene premiato perchè va sulla bilancia con la mancanza di mira e le troppe forzature offensive che permettono all’Aquila di mantenere un comodo vantaggio.

A dare un briciolo di speranza a Pino Sacripanti arriva Uglietti in veste di realizzatore, Napoli ha un primo sussulto e rientra fino al -11 con Velicka che sbaglia il tiro della singola cifra di svantaggio forzando la tripla.

All’ultimo intervallo conduce Trento 66-55.

Napoli, però, pare recuperare fiducia: Zerini trova la tripla frontale aprendosi in pick ‘n pop: è il preludio di un parziale di 10-2 che riporta gli ospiti a contatto (68-65) che costringe Lele Molin al time out.

I padroni di casa rientrano con altro piglio: suonato l’allarme, anche Ladurner, rimasto a lungo fuori per una gomitata subita da Parks, entra ad allungare le rotazioni.

Il resto lo fa il talento: quello di Flaccadori, costante metronomo, di Saunders, che aumenta il quoziente di difficoltà dei propri canestri quasi come fanno i tuffatori alle Olimpiadi, e di Reynolds, glaciale quando viene pescato in angolo.

La fragile tenuta mentale dei partenopei si spezza lì, tra azioni nuovamente confusionarie e mancanza di reattività a rimbalzo che spiana la strada ad una Dolomiti Energia che riesce a prevalere nonostante le assenze pesanti di Toto Forray e Jordan Caroline.

Finisce 85-72.

IL COMMENTO

Lele Molin ritrova i suoi, Sacripanti li cerca ancora.

Prestazione di grande abnegazione ed attenzione da parte dei padroni di casa, bravi a non disunirsi nel tentativo di rimonta avversario.

In casa Napoli, invece, tiene banco una crisi che, al netto delle attenuanti, può considerarsi aperta. Altra panchinatura pesante per Reggie Lynch, ormai vicino alla definitiva bocciatura.

QUI le statistiche del match

Nell’immagine Diego Flaccadori, foto Ciamillo-Castoria

Elio De Falco