Varese vince, vince ancora, domina Cremona per 40 minuti e si porta a casa una vittoria, 90-78, fondamentale per la classifica. La squadra di Paolo Galbiati va in vantaggio solo nei primi minuti, poi resta sotto tutto il match. Roijakkers ora sente che la salvezza è cosa quasi fatta e sogna i playoff.

Una Varese gigante. Ed è paradossale perché questa Varese è composta principalmente da piccoli. L’unica squadra italiana che gioca senza centro, però sa occupare perfettamente l’area. E la sua forza maggiore è il gruppo. Nella giornata di oggi splende nel cielo di Masnago la stella con il nome di Woldetensae. L’italiano arrivato a stagione in corso stasera mette a referto 21 punti, risultando essere il migliore in campo per distacco. Da 3 ha tirato con l’80% addirittura e da 2 ha viaggiato al 70. Una precisione chirurgica che avrebbe disintegrato qualsiasi squadra. L’altro fattore decisivo è risultato essere sicuramente Sorokas, per lui i punti sono stati 19, 2 soli in meno di Andriu.

Cremona dal canto suo ha anche tre giocatori in doppia cifra, Dime che ha svettato per centimetri in area, Harris che soprattutto inizialmente ha messo paura a Varese con le sue triple e Tinkle che con 20 punti risulta il migliore dei suoi. Ma non sono bastati perché questa Varese non ha mai perso il ritmo durante la partita. Qualche momento di difficoltà si è avuto, ma è stato in quei momenti che Varese è riuscita con alcune giocate spaziali a rimediare agli errori precedenti. Il segreto è stato sicuramente il livello di concentrazione e di foga che il nuovo coach ha portato a Varese. Tutti lottano su tutti i palloni e nessuno è escluso dal gioco. C’è spazio per tutti, purché si sacrifichino per una causa più grande. I tifosi sono stati l’ottavo uomo e dalle parti di Masnago non è una novità: qui il basket si vive a questa velocità, questa intensità. Dopo lo spavento di inizio stagione e la rivoluzione di dicembre, Varese ha trovato la quadra e quasi la salvezza. E intanto sogna i playoff, che risulterebbero essere un miracolo sportivo.