“È stata una pre season dura con diversi allenamenti lunghi. In breve tempo si sono dovuti inserire diversi nuovi giocatori. Ma penso che lo staff tecnico e noi giocatori abbiamo fatto un bel lavoro conoscendoci meglio giorno dopo giorno, settimana dopo settimana. Ci sono stati alti e bassi con alcune buone amichevoli, altre meno buone”.
Partiamo da questa dichiarazione che Karim Jallow ha rilasciato ieri sera, subito dopo il bel successo per 75-56 della Virtus Bologna su Tortona in quella che è stata l’ultima amichevole prima dell’inizio ufficiale della stagione 2025/26. Ora per l’Olidata testa al weekend, dove ci sarà il battesimo di fuoco di questa annata che si preannuncia più lunga e dura che mai: semifinale di Supercoppa LBA contro l’Olimpia Milano.
La nuova versione della Virtus Bologna è stata costruita e in queste settimane Dusko Ivanovic – assieme al suo staff – sta lavorando per creare il gruppo, delle gerarchie e quella amalgama fondamentale per far bene durante tutta la stagione.
La squadra è cambiata tantissima, si è aperto un nuovo ciclo e a Bologna ci saranno nuovi volti ed interpreti. Sono partiti tutti i senatori, ad eccezione di Daniel Hackett e Alessandro Pajola (nuovo capitano e giovane “vecchio”) e sono arrivati elementi che hanno notevolmente abbassato l’età media.
Come ci ha segnalato Karim Jallow, che si sta rivelando un giocatore interessante, molto utile e funzionale al gioco di Dusko Ivanovic, la preparazione è avvenuta su più step. Alcuni sono arrivati in corso d’opera come i quattro giocatori azzurri impegnati ad EuroBasket, chi come Aliou Diarra è stato acquistato a settembre e chi durante il percorso di preparazione ha dovuto vedersela con qualche problema fisico. Su tutti Carsen Edwards, acquisto bomba dell’estate bianconera che ha dovuto risolvere qualche noia con la schiena che si portava dietro dal finale di stagione con il Bayern Monaco. La guardia texana del 1998 ha esordito contro Cantù nello scrimmage a porte chiuse e poi ieri contro Tortona nel match dell’inaugurazione del nuovo palasport. Per lui 20 punti contro i brianzoli e 14 contro i piemontesi, due prestazioni arrivate in back to back che fanno ben sperare. D’altronde da lui ci si aspetta tantissimo per il peso che ha avuto il suo acquisto nel mercato virtussino di questa estate.
Tornando alla prestagione, delle sette amichevoli (sei vinte e una persa con il Partizan) solamente le ultime due ci hanno rivelato bene o male indicazioni sulla nuova Virtus. Le altre sono troppo condizionate dalle assenze e dalle defezioni.
Ieri con Tortona intanto va segnalata la scelta di Dusko Ivanovic di lasciare fuori dalle rotazioni Matt Morgan e Abramo Canka, oltre a Brandon Taylor che è rimasto a Bologna per recuperare dall’acciacco al ginocchio.
I bianconeri si sono imposti giocando un basket di buona sostanza: duro in difesa e con attacchi in transizione. Da questo punto di vista Karim Jallow è un interprete che si sposa bene con questo tipo di gioco e lo ha dimostrato. Sin dal primo quarto l’Olidata ha preso slancio con un bel parziale di 11-0 che è stato incrementato con uno da 8-0 poco prima dell’intervallo. Nella ripresa le V Nere hanno messo in ghiaccio il risultato fino al 75-56 finale. Solo 56 i punti subiti a dimostrazione dell’eccellente lavoro difensivo fatto dai ragazzi di Ivanovic a fronte di una manovra offensiva varia in cui tutti gli elementi scesi in campo (ad eccezione di Nicola Akele uscito con un piede malconcio) hanno realizzato almeno un punto.
Abbiamo rivisto all’opera i ragazzi della Nazionale con buoni spunti da Momo Diouf che si conferma titolare del ruolo, ma anche di Saliou Niang. Il golden boy ex Trento si è sbloccato solo nel secondo tempo, ma ha dato energia e consistenza soprattutto a rimbalzo. Per quanto riguarda Pajola – tra alti e bassi – abbiamo avuto le solite certezze.
Primi sprazzi di gioco anche da parte di Aliou Diarra, centro maliano tutto da scoprire. I tifosi virtussini dal classe 2001 non si deve aspettare consistenza offensiva, ma difensiva. E questo contro Tortona è arrivato: rimbalzi, intimidazione d’area e diverse stoppate anche spettacolari.
Quindi tutto sommato contro Tortona abbiamo visto una Virtus Bologna più che positiva dove è emerso lo spirito di squadra e la voglia di giocare insieme. Caratteristiche ed elementi non poco importanti per approcciare al meglio la stagione alle porte.
E infatti ora si comincia a fare veramente sul serio. Probabilmente la condizione fisica non è delle migliori, ma è normale che sia così a questo punto dell’anno. La condizione arriverà nelle prossime settimane, intanto la Virtus può partire dallo spirito e dalle idee del proprio allenatore.
Per esempio abbiamo avuto un assaggio delle rotazioni con Pajola ed Edwards insieme, piuttosto che Vildoza e Hackett. Abbiamo visto che Alen Smailagic da centro ha faticato un po’ di più, ma al fianco di un centro come Momo Diouf ha potuto colpire anche oltre l’arco. Abbiamo avuto indicazione – come scrivevamo poco sopra – da Jallow, ma anche da Derrick Alston Jr, un’ala perimetrale dalle lunghe leve e dal tiro più che affidabile. Da Luca Vildoza ci attendiamo l’estro e l’imprevedibilità e da Carsen Edwards ovviamente la concretezza e le maggiori fortune offensive.
E poi la grande crescita dei ragazzi azzurri.
Ci dobbiamo aspettare una Virtus Bologna combattiva, fatta ad immagine e somiglianza del proprio allenatore con diversi volti da scoprire di giorno in giorno. Ci dobbiamo aspettare un David McCormack in più? È una situazione da tenere monitorata, nulla è da escludere. Il giocatore nelle amichevoli ha ben figurato, più dal punto vista offensivo che difensivo ma può rappresentare quel giocatore che allunga le rotazioni in una stagione di lunga durata. A buon prezzo e alle giuste condizioni può rappresentare una buona aggiunta anche se sappiamo che ora con l’infortunio di Mam Jaiteh, Dubai va a caccia di un centro con grande urgenza.
Si comincia e la Virtus Bologna lo farà con al petto un tricolore da difendere con le unghie e con i denti. 

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Edwards e Smailagic, foto Ciamillo-Castoria