Le lacrime di Tommaso Marino, la sedia calciata da Musso, redarguito aspramente da coach Finelli, la frustrazione di Jackson che non sa più con chi prendersela, anche se le sue percentuali da 3 (0/4) dovrebbero dargli qualche indizio. La disfatta della Givova Scafati sta nel fatto che perde la partita, ma soprattutto perde sé stessa, vittima del pronostico favorevole come lo era stata Forlì nei quarti e scioltasi come neve al sole alla prima difficoltà.

Non è giusto. Non è giusto che la sfortuna si acccanisca su qualcuno; Marino ne è vittima sacrificale e le sue lacrime sono quelle di un uomo che ama il basket ed i suoi compagni di squadra. Comunque vada la stagione della Givova, chapeau Tommaso.

L’APU, invece, è un muro, con Foulland insormontabile ed un Dominique Johnson che gestisce a piacere il ritmo della partita. Coach Boniciolli può sorridere: la difesa scorbutica dei suoi è la sabbia negli ingranaggi dei decisamente più quotati avversari, a turno i vari Giuri, Italiano e Schina fanno male dal perimetro e la trappola scatta sul topolino troppo ingolosito da una potenziale facile affermazione.

La Cronaca

L’inizio pare promettere una partita divertente ed equilibrata: al primo tentativo di fuga di Udine, firmato Foulland e Antonutti (7-2), risponde subito Thomas che tiene in piedi i gialloblu ma non basta, l’APU riaccelera con Schina e Mobio e la tripla di Sergio e la magia di Palumbo permettono di chiudere il primo quarto su un promettente 16-13.

Nella seconda frazione l’APU trova punti importanti da Giuri, Schina e Mobio e piazza la fuga con un parzialone di 15-2 che chiude i conti sul 29-15. Nel frattempo, Scafati perde la partita dal punto di vista mentale: la coscia di capitan Marino emette un rumore sinistro e la partita del playmaker gialloblu finisce qua; poi Musso viene richiamato in panchina, se la prende con la sedia ma Finelli lo richiama a muso duro. Ancora Italiano fa lievitare il vantaggio bianconero dall’arco (40-23), poi Foulland e Giuri chiudono il primo tempo portando le distanze oltre il ventello (46-25).

Comanda Udine, anche in un terzo quarto dove le difese s’impongono agli attacchi (12-12 il parziale nei 10’); la Givova prova in tutti i modi a scalare la montagna ma viene puntualmente respinta nonostante rintuzzi fino al -16 (49-33). Sono due liberi di Nobile a riportare il +21 Old Wild West ed a chiudere la frazione sul 58-37.

Il quarto periodo è, ormai, buono solo per le statistiche: Scafati è rassegnata, Foulland s’incunea tra due avversari ed inchioda lo schiaccione a due mani che li lascia dalla parte sbagliata del poster. Udine tocca anche il massimo vantaggio a +31 (70-39), poi Boniciolli regala qualche minuto ai giovani Spangaro e Agbara; l’orgoglio gialloblu è nelle mani di Dincic che segna 9 punti tutti negli ultimi istanti di gara.

La gara, abbondantemente finita da tempo, si chiude sul 72-51 che regala all’APU una meritata finale.

 

QUI le statistiche del match

 

Nell’immagine Nana Foulland, foto LNP Foto/Ciamillo-Castoria

Elio De Falco